Il mercato italiano del credito è in ripresa nel I trimestre 2014 secondo Bankitalia

di Gianfilippo Verbani Commenta

Il mercato del credito recepisce il fermento dei primi tre mesi del 2014 con una attenuazione del famigerato credit crunch, almeno sul fronte delle aziende. Scendono ancora lievemente i prestiti concessi alle imprese ma migliora la qualità del credito.


Arrivano proprio in questi giorni i dati trimestrali sull’economia italiana raccolti dalla Banca d’Italia, che vede, per i primi tre mesi del 2014 alcuni timidi segnali di ripresa, anche se gli indicatori economici in generale appaiono ancora molto al di sotto dei livelli pre – crisi del 2007. 

L’ABI si oppone all’aumento delle tasse sulle quote della Banca d’Italia

Buoni segni arrivano ad esempio dal settore industriale, la cui produzione ha ripreso a crescere, soprattutto verso l’estero, anche se per vedere i primi risultati positivi nel settore dell’occupazione ci vorrà la fine del 2014. Nel frattempo alcuni buoni risultati si cominciano a vedere anche nel settore degli investimenti da parte delle imprese, che riprendono a salire, mentre ancora timidi restano i consumi delle famiglie, limitati dalla capacità di spesa.

L’andamento del mercato dei prestiti nel mese di marzo 2014 secondo l’ABI

Il mercato del credito, tuttavia, recepisce il fermento dei primi tre mesi del 2014 con una attenuazione del famigerato credit crunch almeno sul fronte delle aziende. Scendono ancora lievemente i prestiti concessi alle imprese e il costo del credito per gli esperti di via Nazionale nel nostro paese resta sempre di 80 punti superiore a quello medio dell’area euro.

Stando anche ai dati conferiti dall’ABI, il tasso medio delle operazioni di finanziamento alle imprese nel mese di marzo 2014 è sceso al 3,31 per cento, da un precedente del 3,48 per cento rilevato nel mese di febbraio 2014.

 

Segnali di ripresa per Bankitalia si vedono anche in un miglioramento della qualità del credito, ovvero nei valori delle sofferenze bancarie, che per la prima volta nel corso del quarto trimestre del 2013 sono scese da un valore del 4,8 per cento al 4,5 per cento.