L’ultima Ltro della Banca Centrale Europea ha favorito le banche tedesche

di Gianfilippo Verbani Commenta

Con una delle ultime Ltro promosse dalla BCE una buona parte dei prestiti è stata utilizzata per trasferire il rischio di credito dalle banche tedesche al sistema bancario europeo per mezzo del sistema di pagamenti denominato Target 2.


Uno studio pubblicato di recente sulla rivista Nens, acronimo che sta per Nuova Economia Nuova Società, che vede tra i suoi fondatori Pier Luigi Bersani e Vincenzo Visco, ha confermato che circa 250 miliardi di euro degli oltre 1000 prestati a tassi agevolati, cioè con tassi sotto l’1 per cento dalla Banca Centrale Europea agli istituti di credito del Vecchio Continente, è stato utilizzato per equilibrare il sistema dei crediti delle banche tedesche.

La BCE presenta i parametri di valutazione delle banche

 

Questo significa che con una delle ultime Ltro promosse dalla BCE una buona parte dei prestiti è stata utilizzata per trasferire il rischio di credito dalle banche tedesche al sistema bancario europeo per mezzo del sistema di pagamenti denominato Target 2.

La BCE non esclude misure eccezionali e un possibile allentamento

La Banca Centrale Europea ha quindi favorito in un certo senso la nazionalizzazione dei debiti sovrani iniziata a metà del 2011 con la crisi degli spread e non è riuscita ad armonizzare invece la situazione, caratterizzata da squilibri permanenti, fatti da surplus dei paesi più avanzati e deficit dei paesi periferici.

L’operazione di durata triennale non è servita quindi secondo la ricerca a creare una armonia, ma uno degli effetti che il prestito triennale sembra aver creato è stato quello di aver avvantaggiato il sistema tedesco rispetto a quello di altri stati, come Grecia, Italia e Spagna. In Germania infatti l’economia oggi viaggia spedita e l’occupazione si trova a livelli molto alti, mentre in altre parti dell’ Unione Europea vi sono forti esigenze di credito. In Italia, ad esempio, l’ andamento dei prestiti è negativo da due anni, con un calo del 2,5 per cento ad aprile 2014.