La banca dati anti-evasione ancora non decolla

di Daniele Pace Commenta


Era il lontano 1991, quando nasceva l’Anagrafe dei rapporti di conto e di deposito, che avrebbe dovuto costituire il principio della banca dati del fisco contro l’evasione. Ma solo per il decreto attuativo, si sarebbero dovuti aspettare 10 anni. Poi nel 2006 l’Archivio dei rapporti finanziari, ma per le liste bisogna aspettare il 2011, e così via. Tutta una classica serie di ritardi all’italiana che lasciano ancora cosa morta la banca dati per combattere l’evasione.

La banca dati

La super banca dati si chiama “Anagrafe dei rapporti finanziari”, gestita da Sogei, con 669 milioni di rapporti finanziari. Tutto inutile ancora, perché il fisco ancora non sa gestire questa grande risorsa fatta di 75 milioni di conti correnti, 115 milioni di carte di credito, 21 milioni di gestioni patrimoniali, 1,8 milioni di prodotti finanziari.

Una quantità di dati incredibili che il fisco non monitora. Per la Corte dei Conti, vi è un “chiaro sottoutilizzo dello strumento per finalità tributarie e di lotta all’evasione da parte dell’Agenzia delle entrate”.

Il fisco potrebbe attingere a questo grande archivio per stanare gli evasori, ma l’anno scorso lo ha fatto solo 1.600 volte. La Guardia di Finanza invece, lo usa molto più spesso, e risultano, per il 2017, 82 mila accessi da parte delle Fiamme gialle.