Italia: debito privato sempre sotto controllo, ma risparmio in calo

di Gianfilippo Verbani Commenta

Forse non lo sappiamo nemmeno, eppure noi italiani non ringrazieremo mai abbastanza la nostra abitudine – quasi una fissazione – al risparmio. È stata infatti questa peculiarità a salvare la nostra economia, tutta, dal tracollo che ha coinvolto intere nazioni (pensiamo alla Grecia, all’Irlanda, alle difficoltà del Portogallo e persino ai guai di Regno Unito e Stati Uniti). Decenni di frugalità, nell’Autunno del 2008 sono tornati utili tutt’a un tratto quando hanno costituito una sorta di airbag in grado di evitare al nostro Paese – già (e ancora) oberato dal debito pubblico – guai peggiori. Un dato, una riflessione: nel 2007 il debito delle famiglie britanniche era al 176% del reddito annuale, in Italia solo il 70%.

Adesso quel livello è salito, non certo un dato edificante, per attestarsi al 78%, ossia comunque ben al di qua rispetto al valore prodotto dai cugini francesi o tedeschi. L’aumento, superiore al 10%, deve comunque lasciare spazio ad una riflessione: riusciamo ancora a praticare il risparmio? Se guardiamo all’andamento dei consumi, la risposta non può che essere un convinto “sì” perché la dinamica degli acquisti delle “nostre” famiglie è rimasta sostanzialmente stagnante. Epperò c’è un aspetto che ci deve allarmare: le formiche italiane riescono a mettere da parte sempre meno, mentre nel resto del mondo la propensione al risparmio è già tornata a crescere.

Cosa può significare tutto questo?  Esiste, principalmente, un’unica spiegazione: le famiglie italiane non hanno cambiato il modo di intendere il risparmio, bensì sono sempre meno ricche; disoccupazione, cassa integrazione, erosione degli stipendi – conseguenza della crisi economica – hanno costretto gli italiani a ricorrere a quanto era stato da loro stessi messo da parte in precedenza in vista di tempi più grami, che puntualmente – e purtroppo – sono arrivati e ci hanno visti comunque poco propensi a ridurre il livello dei consumi quanto più possibile, come sarebbe stato saggio fare. In conclusione, serve una nuova attenzione al risparmio da parte di tutti; ma serve soprattutto una politica in grado di porre le basi per la generazione di nuova ricchezza e di lavoro.