Giornata Mondiale del Risparmio – L’Europa e l’Euro

di Gianfilippo Verbani Commenta

Un’indagine molto interessante dell’Acri ha aperto un discussione sull’Europa e l’Euro. Ecco cosa è stato etto i occasione della 91a Giornata Mondiale del Risparmio.

In questo clima di sostanziale miglioramento delle percezioni, basato in gran parte su una rinnovata fiducia nelle proprie capacità e nei destini del Paese, rimane ancora tinta di chiaroscuro la percezione dell’Europa. Nel 2015 coloro che hanno fiducia nell’Unione Europea (il 51%) rimangono esiguamente maggioritari, il 49% degli italiani, infatti, non ha fiducia; inoltre quelli che hanno una bassa fiducia (il 24%) sono molti di più di coloro che hanno grande fiducia (il 15%): dal 2009 a oggi coloro che hanno fiducia sono arretrati di ben 18 punti percentuali. La soddisfazione poi è molto bassa riguardo all’Euro: quasi 3 italiani su 4 ne sono insoddisfatti (il 71%, dato in leggero calo rispetto al 74% del 2014), anche se la maggior parte degli italiani è convinta della sua utilità nel lungo periodo: coloro che sono certi che tra 20 anni essere nell’Euro sarà un vantaggio sono il 51%; il 36% pensa che essere nell’Euro sarà uno svantaggio anche fra 20 anni (erano il 34% nel 2014); il 13% non ha opinioni in merito. In ogni caso, l’Europa viene assolta dalla responsabilità della crisi italiana: solo il 4% dei cittadini imputa ogni responsabilità all’Europa e ben il 48% ritiene che la situazione attuale sia causata dal malgoverno del Paese negli ultimi anni e dalle mancate riforme (questo dato arriva al 53% nel Sud Italia); il 20% chiama in correità Italia ed Europa; infine, il 26% (in crescita rispetto al 19% del 2014) attribuisce le cause della difficile situazione attuale alle crisi cicliche che hanno dimensioni mondiali e molteplici cause (il 2% non ha un’opinione). Gli italiani, seppur delusi, ritengono che in questa situazione l’Unione Europea sia soprattutto un importante e indispensabile aiuto in un momento di crisi (55%), anche se non sono pochi coloro che la ritengono un ulteriore aggravio che rende ancor più complesso il superamento della crisi (44%). Scontentezza verso l’Euro, delusione verso l’Unione Europea non devono però indurre a ritenere che gli italiani non vogliano l’Europa: desiderano una “Nuova Europa”, e hanno in mente quali caratteristiche dovrebbe avere.