Generali e la “Consulenza Salute” di Vivifuturo. Solo per over 50

di Gianni Puglisi Commenta


 Ormai sappiamo bene di non poter essere indicati per originalità se affermiamo che il confine tra prodotti bancari ed assicurativi si è molto assottigliato: i due “insiemi” spesso si intersecano, finendo anzi per pestarsi i piedi reciprocamente con vantaggio – c’è da dire anche questo – per la clientela dei risparmiatori, “vincenti” ogni qual volta che il mercato funziona seguendo le proprie leggi.

Guardando la situazione dal punto di vista delle assicurazioni, però, scopriamo che la platea dei destinatari dei prodotti finanziari da queste proposti è sottodimensionata: gli italiani non avvertono ancora l’emergenza di sottoscrivere,a d esempio, una pensione integrativa, convinti che al loro futuro penserà lo Stato.

Siccome non è così (il sistema, almeno così come è concepito ad oggi, non può reggere), quello che per primo riuscirà ad accaparrarsi la consistente quota degli “incerti” circa l’opportunità di sottoscrivere un piano previdenziale, sarà anche quello che partirà avvantaggiato quando una certa consapevolezza prenderà piede tra i risparmiatori.

Generali ha pensato allora di predisporre il piano Vivifuturo, dedicato principalmente ad una clientela tra i 50 ed i 70 anni. Per lanciare l’iniziativa, il gruppo di Trieste ha creato un sito web dedicato (vivifuturo.it/generaliit/) dove il cliente può, in maniera interattiva, interfacciarsi con un consulente chiamato a predisporre una proposta su misura.

Vivifuturo offre la possibilità di combinare due moduli: protezione della salute e gestione e tutela dei risparmi. Come? Grazie ad un progetto integrato che consente di decidere tipologia e valore delle singole garanzie. Il modulo Protezione & Assistenza, ad esempio, offre una serie di coperture e servizi di assistenza: Protezione Salute si dedica al rimborso delle spese ospedaliere che vi dovessero occorrere, Protezione Persona funge da ombrello nei casi di invalidità, non autosufficienza e persino morte prematura mentre Protezione Autonomia garantisce una rendita vitalizia in caso di perdita dell’autosufficienza, “piaga” in costante diffusione con l’estensione della speranza di vita.