Fabrizio De André e Raffaele Cutolo, la storia di Don Raffaè in un articolo di Fegiz del 1997

di Daniele Pace Commenta

Dopo la morte del boss della Nuova Camorra Organizzata in tanti hanno riesumato l’annosa questione che metteva insieme il cantautore Fabrizio De AndréRaffaele Cutolo sulle note di Don Raffaè, storico brano del 1990.

Don Raffaè fu scritta a quattro mani da Faber e Massimo Bubola sulle note composte da Mauro Pagani. Nel testo si trovano ancora oggi la denuncia verso uno Stato che non riesce ad affrancarsi dalla mafia, la situazione disperata delle carceri italiane negli anni ’80 e tutta l’allegoria dell’Italia raccontata con un ritmo che ricordava la tarantella.

Ieri, mercoledì 17 febbraio, è morto a 79 anni Raffaele Cutolo che ispirò, tra l’altro, la trama del film Il Camorrista di Giuseppe Tornatore. Delle relazioni tra Don Raffaè e il boss della Nuova Camorra Organizzata si è sempre parlato tanto e oggi, grazie ai prodigi dell’Internet, ritorna utile un articolo pubblicato il 12 febbraio 1997 da Mario Luzzatto Fegiz sul Corriere Della Sera.

Fegiz aveva raggiunto Fabrizio De Andrè nel backstage di un concerto che il cantautore stava tenendo presso Porto San Giorgio. L’articolo è ancora online.

Be’, sono un profeta, come Geremia, come Isaia. Non ci voleva molto per immaginare che un capo della camorra avesse al suo soldo qualcuno del carcere. Con gli stipendi che passa lo Stato ai secondini e la forte personalita’ di certi capi camorristici e mafiosi non c’e’ da stupirsi se si creano connivenze e legami profondi. La canzone “Don Raffaè” alludeva a Raffaele Cutolo, ma ovviamente né io nè Massimo Bubola, coautore del brano, disponevamo di notizie di prima mano sulla sua detenzione. Immaginate la mia sorpresa quando ho ricevuto una lettera di Cutolo che mi faceva i complimenti per la canzone e aggiungeva: “Non capisco come abbia fatto a cogliere la mia personalità e la mia situazione in carcere senza avermi mai incontrato”. Non si era offeso e gli era piaciuto il verso “Don Raffaè voi politicamente, io ve lo ggiuro sarebbe nnu santo” ed anche quello in cui il secondino gli chiede il favore di trovare un posto di lavoro a un suo parente. Alla lettera Cutolo aveva allegato un libro di sue poesie. Almeno un paio davvero pregevoli. Gli ho riposto per ringraziarlo. Recentemente mi ha scritto ancora. Però stavolta non gli ho risposto. Un carteggio con Cutolo non mi sembra il massimo. Per finire in manette basta assai meno.

Il carteggio tra Fabrizio De Andrè e Raffaele Cutolo durò quindi ben poco, il tempo dell’unica risposta di Faber al boss che tuttavia insistette per cercare una corrispondenza, ma che incontrò il rifiuto del cantautore.