Dividendi 2010: Cattolica Assicurazioni ora scoppia di salute

di Gianfilippo Verbani Commenta

Confronto, animosità, clima da “resa dei conti”. Poi, come spesso accade, la montagna ha partorito il classico topolino. L’assemblea dei soci di Cattolica Assicurazioni, svoltasi sabato presso i locali della Fiera di Verona, si prospettava foriera di grandi novità a causa della presenza di una cordata contrapposta a quella dell’attuale presidente, Paolo Bedoni, pronta a dar voce alle critiche di una componente di estrema minoranza (circa l’1% del capitale). Davanti alle accuse mosse da Giulio Fezzi, ex direttore centrale della compagnia, l’assemblea avrebbe potuto spaccarsi o serrare i ranghi attorno all’establishment attualmente in carica, e così ha fatto. Critiche respinte, nonostante la vivacità degli animi (comunque “fisiologica”, secondo Bedoni, in una compagine cooperativista), e bilancio 2009 approvato all’unanimità.

L’utile della compagnia per l’anno appena trascorso si è attestato su quota 68 milioni, con una crescita vicina al 224% rispetto alla gestione dell’anno precedente. I dati, lusinghieri, porteranno alla distribuzione di un dividendo 2010 molto elevato, 85 centesimi per azione, anche se c’è da dire che gli azionisti erano rimasti a bocca asciutta nel 2009 a causa dei devastanti effetti della crisi economica. Inoltre il punto all’ordine del giorno relativo agli stipendi dei manager – da tagliare di un 15-20% – è stato approvato a larghissima maggioranza.

Tornando al bilancio, i dati “sono una fotografia accurata degli importanti risultati ottenuti, frutto di una rinnovata efficienza pur in presenza di un mercato che è ben lungi dall’aver allontanato i dati negativi” ha commentato Bedoni. “Abbiamo posto le basi per una nuova fase”. In cosa si traduce tutto questo? Nella conferma della matrice cattolica di Cattolica Assicurazioni, che qualcuno ha cercato di mettere in discussione durante l’assemblea dei soci: “Oggi è stata una bella giornata per la partecipazione: qualcuno voleva vendere Cattolica, ma la società non è un problema, anzi è sana. Non vogliamo la crescita a prescindere, vogliamo crescere senza perdere la nostra identità”, ha chiosato Bedoni.