Come dedurre il costo dell’assicurazione per professionista

di Redazione Commenta


Sono numerosi i professionisti che sono obbligati a sottoscrivere un’assicurazione professionale, a causa della loro attività professionale, e che include anche il furto e l’incendio con conseguente perdita della documentazione. Le spese sostenute dai liberi professionisti per la sottoscrizione di un’assicurazione che li tuteli verso terzi mentre svolgono la loro attività lavorativa sono deducibili fino al 100%.

Esiste un normativa italiana che disciplina la materia relativa alla deducibilità dei costi delle polizze assicurative, da parte di imprese e di professionisti che siano titolari di partita IVA. La legge fiscale sulla deducibilità è contenuta nel Testo Unico delle imposte sui redditi agli articoli 102 e 164. Dunque è possibile alleggerire la pressione fiscale ma come si fa praticamente a dedurre il costo dell’assicurazione per professionista?

Come dedurre i costi dell’assicurazione

Una delle polizze assicurative più importanti per molti professionisti è quella RC auto. Si pensi agli agenti di commercio, ai rappresentanti oppure agli informatori scientifici che utilizzano tale mezzo di trasporto per raggiungere gli studi medici e gli ospedali. Ma anche agli avvocati che lavorano per uno studio che disponga di un’automobile a cui è intestata la polizza assicurativa e che venga utilizzata dai legali per fini professionali. I professionisti che utilizzano l’automobile possono dedurre le spese relative al mantenimento del mezzo di trasporto, tra cui il noleggio, l’acquisto, il bollo e appuntol’assicurazione RC auto a seconda dell’uso che fanno dell’auto.
La disciplina è cambiata piuttosto recentemente in seguito alla legge Fornero nel 2011 e alla Legge di Stabilità del 2013.

Oggi si presentano due possibilità per il professionista che decida di dedurre il costo dell’assicurazione nella dichiarazione dei redditi. La legge Fornero ha innovato la materia modificando una delle due fattispecie. Dal gennaio 2013 infatti si è ridotta la deducibilità dei costi dell’assicurazione delle vetture che i professionisti non utilizzano esclusivamente come beni strumentali.
Mentre infatti è possibile detrarre il 100%, dunque integralmente, il costo dell’automobile e dunque il costo dell’imposta sul valore aggiunto se si acquista, noleggia o prende in leasing l’automobile utilizzata solo per lavoro, l’uso promiscuo del mezzo è stato penalizzato.

L’utilizzo esclusivo dell’auto per motivi professionali infatti risponde al cosiddetto “principio di inerenza”. Il professionista, al momento della dichiarazione dei redditi, può dedurre il 100% dei costi perché le spese che ha sostenuto erano tutte inerenti la sua attività professionale. Il principio di inerenza è infatti una conseguenza del “principio di cassa”. Gli utili di un professionista sono dati dalla differenza tra i compensi professionali e i costi sostenuti. Il principio di inerenza vuole alleggerire la pressione fiscale in particolar modo quella che grava sulle partite IVA.
Se il costo dell’automobile è deducibile integralmente, sarà detraibile interamente anche il costo relativo all’IVA; di conseguenza il professionista potrà scaricare anche le spese relative all’assicurazione e al bollo.

Ma cosa accade invece se l’automobile viene utilizzata dal professionista in modo promiscuo? È il caso dei lavoratori che utilizzano l’auto, con cui esercitano la loro professione, anche per uso personale. La quota di deducibilità, in seguito alla legge Fornero, si è contratta dal 40% al 20%, ma solo a determinate condizioni ed entro certi parametri fiscali che vedremo in seguito. Si ricorda che i costi relativi al mantenimento dell’automobile da parte dei professionisti sono tutti soggetti all’IVA. Tutti tranne il bollo e l’assicurazione.
La deducibilità, che si attesta al 20% per tutti i liberi professionisti che fanno un uso promiscuo del mezzo di trasporto, è pari al 70% per rappresentanti e agenti di commercio.

Per quanto riguarda i parametri entro cui si inseriscono le nuove percentuali di deducibilità, per esempio, dell’assicurazione RC auto, la legge impone ai mezzi di trasporto limitazioni al loro valore fiscale:

– 18.075 euro per le automobili: dunque si possono dedurre circa 3.600 euro in fase di dichiarazione dei redditi;

– 4.131 euro per i motocicli: sono deducibili 826 euro;

– 2.065 per i ciclomotori: la quota di deducibilità è di 413 euro.

Questo vuol dire che non è pensabile poter detrarre i costi che derivano dal possesso o dall’utilizzo di un’auto di lusso, anche se viene utilizzata per fini professionali.
La deducibilità dei costi è una possibilità concessa anche ai titolari di partita IVA soggetti al regime dei minimi, ossia i professionisti che hanno aperto la partita IVA prima di aver compiuto 35 anni e che godono di una pressione fiscale agevolata rispetto a tutte le altre partite IVA.
Per i professionisti con partita IVA con il regime dei minimi i costi relativi all’uso e all’acquisto dell’automobile sono deducibili al 50%. Dunque i costi della polizza sull’auto sarà scontato della metà in sede di dichiarazione dei redditi.

Quali documenti consegnare al commercialista per la deduzione

Per dedurre il costo dell’assicurazione per professionista, in fase di dichiarazione dei redditi, bisogna presentare al commercialista una serie di documenti che provano l’uso che si fa del mezzo di trasporto. Tutti i costi sostenuti devono essere documentati attraverso:

– la copia della polizza assicurativa;
– le fatture: sul documento deve esserci una descrizione inequivocabile della quantità e qualità dei beni e servizi che il professionista abbia acquistato a fini professionali; il fine è quello di dimostrare il principio di inerenza, ossia il collegamento tra i costi sostenuti e lo svolgimento della propria professione;
– le ricevute fiscali: si tratta di documenti che in tutto e per tutto ricordano una normale fattura ma che non riportano l’IVA. Il prezzo indicato, ossia la cifra pagata, è la medesima ma l’Iva non appare sul documento;
– gli scontrini fiscali “parlanti”: sono quelli su cui è indicato il codice fiscale del professionista.

Le spese devono essere state sostenute esclusivamente dal professionista, che le detrae o le deduce fiscalmente e, come scritto in precedenza, devono essere tutte documentate: per questo è necessario presentare la fattura intestata al titolare della polizza assicurativa, contestualmente agli scontrini fiscali definiti “parlanti”. Degli scontrini parlanti si può dare prova attraverso la movimentazione sul conto corrente del professionista che desidera detrarre, oppure mediante l’estratto conto della carta di credito.