Banche e prestiti: ecco perché le commissioni sorpassano gli interessi

di Daniele Pace Commenta

Un trend che è stato confermato anche dai dati più recenti: le banche italiane sono sempre meno “banche”, ma piuttosto si sono concentrate molto di più sullo svolgimento di attività legate alla vendita, ma anche alla consulenza di prodotti del risparmio gestito, ma anche tanti prodotti legati all’ambito assicurativo.

Una testimonianza diretta di quello che stiamo dicendo è rappresentata dallo studio realizzato da FABi. Per chi non lo sapesse, si tratta del sindacato che rappresenta i bancari e che ha voluto approfondire la quesitone riguarda il modo in cui si vanno a creare i ricavi all’interno dei bilanci che si riferiscono al 2020. Ebbene, tale analisi ha messo sempre più in evidenza una progressiva incidenza delle commissioni in confronto ai ricavi che si possono definire come tradizionali dell’attività bancaria, ovvero quelli che corrispondono alla saldo tra interessi attivi e interessi passivi non solo sui prestiti, ma anche sui depositi.

In base ai dati che sono stati diffusi all’interno della relazione annuale realizzata da parte di Bankitalia, ecco che emerge come, dei 78,1 miliardi di fatturato complessivo, sono ben 38,7 miliardi quelli da collegare al credito, mentre 39,4 miliardi di euro sono frutto di altre attività, tra cui in modo particolare le assicurazioni, ma anche il risparmio gestito.