Ammortizzatori sociali a rischio per i metalmeccanici. Scattano le proteste

di Daniele Pace Commenta


Gli ammortizzatori sociali sono a rischio per i lavoratori metalmeccanici, per un totale di circa 140mila unità, che non potranno accedere alla cassa integrazione. Ecco allora che scattano le proteste per il Job Act, che limita le erogazioni degli ammortizzatori sociali.

È partito il presidio dei sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil davanti al ministero dell’Economia.

La situazione

Per l’attuale governo, la colpa è da attribuire al Job Act e al vecchio governo Renzi. I finanziamenti per gli ammortizzatori sociali sono arrivati al limite. Siamo arrivati alla scadenza senza possibilità di rinnovo degli ammortizzatori sociali, e tra poco ci saranno molti licenziamenti.

A rischio sono cassa integrazione e contratti di solidarietà. Questi sono stati limitati con il D.lgs. 148/2015, secondo Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil. Una volta superato il limite dei 36 mesi di cassa integrazione e cassa integrazione straordinaria, gli ammortizzatori sono alla conclusione. Serviranno altri finanziamenti pubblici. E sono molte le aziende ora in queste condizioni. e in assenza di altri sostegni pubblici, molte imprese licenzieranno i lavoratori in esubero.

Domani, Di Maio, in qualità di Ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, incontrerà i sindacati, anche se non si ha ancora una soluzione al problema. Sono infatti 144 i tavoli di crisi aziendali aperti al ministero.