Accesso al credito difficile per un’impresa su cinque

di Gianfilippo Verbani 3


Nella concessione del credito alle imprese molto spesso la conoscenza deve e può contare più dei dati di bilancio. Ad affermarlo è stato Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere, il quale, nel corso di “Banche e imprese, un rapporto da ricostruire”, un incontro tenutosi nel corso del Meeting di Rimini, ha sottolineato come siano in Italia soprattutto le banche più radicate nel territorio a concedere il credito e a dare fiducia agli imprenditori rispetto ai grandi gruppi operanti nel credito. Un’indagine condotta dal Centro Studi di Unioncamere, non a caso, mette in evidenza come negli ultimi sei mesi poco più del 20% delle imprese, ovverosia una su cinque, abbia avuto difficoltà nell’accesso al credito, con il conseguente rischio di ricorso all’usura. Le rilevazioni effettuate nelle scorso mese di giugno, in particolare, mettono in evidenza come il saldo tra le aziende che hanno avuto pratiche di finanziamento con esito positivo e quelle con esito negativo sia sceso di quasi due punti percentuali per i grandi gruppi bancari, mentre per gli istituti di credito locali, e quelli di credito cooperativo, tale percentuale è invece cresciuta di quasi quattro punti percentuali.

Ma l’indagine di Unioncamere, nel suo complesso, mette in evidenza anche il fatto che un’impresa su tre ha comunque avuto difficoltà di vario tipo nel poter ottenere dei prestiti: dall’incremento degli spread applicati ad un inasprimento delle garanzie richieste passando per l’erogazione di finanziamenti per un ammontare inferiore a quello richiesto. A livello territoriale, inoltre, è il Mezzogiorno l’area del nostro Paese dove le imprese riscontrano maggiore difficoltà a ricorrere ai finanziamenti bancari: non a caso, al Sud, rispetto al Centro Nord, è più bassa la tendenza delle aziende ad inoltrare alle banche delle richieste di finanziamento anche in virtù del fatto che i tassi applicati sono superiori alla media nazionale.

Di conseguenza, tale approccio delle banche ha portato da un lato ad attuare una forma di tutela in scia alla crisi, ma dall’altro ha sostanzialmente innescato la chiusura di molte imprese, in particolare di quelle piccole sulle quali ha pesato maggiormente, specie in presenza di grandi gruppi bancari, quel rapporto di ‘spersonalizzazione’ con la clientela che non ha permesso ai titolari di impresa di accedere al credito al fine di superare le difficoltà scaturite dalla pessima congiuntura economica e finanziaria.


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