Truffe prestiti online, guide e consigli solo da fonti autorevoli

di Moreno Commenta

Prestiti online, mi tuffo o mi truffa?

Da un lato i dati Assofin, Associazione del credito al Consumo e Immobiliare, dall’altro l’incessante vigilanza Adoc, Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori. In un senso si dettagliano i pregi e le virtù del prestito online e nell’altro viene posta l’atenzione sulle truffe in cui incappano coloro che si rivolgono a internet per accedere a un prestito. Guardo a destra o mi volto a sinistra? Vado in banca o mi affido al virtuale? L’annosa questione resta insoluta e legata alle singole esperienze individuali anche se un occhio ai numeri può giovare senz’altro per capirne un po’ di più. Il prestito on line fa o non fa da apripista alla truffa?

I dati 2011: toh, la truffa sui prestiti virtuali

Attenzione: nessuna intenzione di sconsigliare l’accensione di prestiti online – di per sè vantaggiosi e, per esempio, garantiti anche in mancanza di una busta paga – ma si tenga bene a mente che il rischio di incappare in truffe sistematiche e “buonanotte ai risparmi” esiste ed è concreto. Lo sostiene, per esempio, l’ultimo Osservatorio sulle frodi creditizie di Crif – azienda leader mondiale e pecializzata nei sistemi di informazioni creditizie, business information e supporto decisionale – che ha evidenzuiato un incremento delle truffe di prestiti online a danno dei cittadini che ammontano, nel primo semestre 2011, a 98 milioni di euro. Nel dettaglio, i finanziamenti più spesso oggetto di frodi sono i prestiti finalizzati, la cui incidenza è del 77,9% sul totale dei casi (+9,3% sul 2010). Crescono anche gli episodi di frodi sulle carte di credito a saldo (+91,6% sul 2010) e su fidi e mutui (+155% sul 2010).

Difendete i dati personali!

A determinare un incremento delle frodi creditizie, neanche a dirlo, la sempre maggiore diffusione dei servizi di prestiti online. In attesa che la polizia postale sappia essere deterrente puntuale e repentino, e sollecitando i governi mondiali affinché possano inserire tra le priorità d’agenda anche quella relativa a una reale tutela della pivacy, non dimenticate qualche buona norma: difendete i dati personali e utilizzate con prudenza la home banking; ignorate le false email che chiedono dati, credenziali di accesso ai servizi di home banking o estremi della carta di credito perché nessun soggetto di fiducia ne farebbe richiesta via internet.

La statistica di chi ha autorevolezza

Questo mi sento di scriverlo: non potrete leggere, nè qui nè altrove, assiomi e verità comportamentali oggettive su dove e come occorra richiedere un prestito. Solo un ciarlatano potrebbe, in tal senso, averne qualcuna da spendere. Semmai, ci si avvale di dati statistici di chi autorevolezza ce l’ha e con essi si prova a tracciare un bilancio che sappia anche fungere da ausilio. Un paio di osservazioni, tuttavia, si prestano a costituire elementi di forte rilevanza: la prima è che val la pena affidarsi a contesti che si conoscono. Tradotto, due vie: la prima è quella rappresentata dalla garanzia che possono in tal senso spendere aziende o strutture il cui nome è di per sè autorevole (reso tale dai mercati o dall’utenza); la seconda è quella per cui, prima di inoltrare qualunque richiesta di prestito online, ciascuno si informi e provi a leggree la carta di identità dell’interlocutore. Un elemento di tutto vantaggio per il consumatore è quello, per esempio, di riuscire a contattare con facilità il creditore. Un primo approccio conoscitivo è fondamentale, altro che buttarsi alla cieca allettati da tassi di interesse che farebbero gola anche a Mario Draghi. Non dimenticate neppure che il modo miglore per costruire un’informazione è quella di rivolgersi a fonti riconosciute (se Istituzionali, avete fatto 13).

Step, by step. By step

Gli step da seguire in liena teorica per addentrarsi verso la richiesta di un prestito online senza cadere nelle trappole dei truffatori sono tre: il primo porta a effettuare la ricerca di più di una offerta. E’ questo un passaggio che può essere fatto in autonomia (navigando per esempio su internet: direi perché no ma direi anche che solo questo non vi dovrebbe accontentare) oppure grazie al supporto di professionisti del genere. Ne consigliamo tre: prestiti.it (soggetto a regolamentazione e controllo da parte della Banca d’Italia), prestitionline.it (sul quale vige lo stesso regime da parte della Banca d’Italia) e SuperMoney.eu che vi consentono di individuare l’offerta ricercata e vi conducono in modo consequenziale verso il secondo dei tre step. Ovvero, il confronto tra le offerte, ordinate in base all’esigenza e alla convenienza. Da qui al terzo passo, non resta che scegliere la tipologia di prestito migliore e chiedere un prestito online in maniera gratuta e (dettaglio che è tutt’altro che dettaglio) senza impegno. Tempo due giorni lavorativi dovreste ottenere risposta.

Promettono, promettono. Poi scappano col malloppo

Si è fatto accenno alle osservazioni avanzate da Assofin e Adoc. Eccone i motivi. Assofin ha certificato che nel corso del primo semestre 2011 (e pare deducibile che il riferimento sia consolidato anche nel semestre in corso) della totalità dei mutui richiesti, il 95% sono stati contratti presso banche o enti creditizi a fronte di un 5% che, invece, proviene da un accordo stipulato via web.

Tutto ciò, nonostante il risparmio possa essere davvero notevole (va ricordato che non vi sono costi da sostenere per il mantenimento delle filiali) e arrivare a sfiorare – per esempio – i 5 mila euro su un prestito di 150 mila euro da restituire in un lasso di tempo ventennale. Adoc, dal canto suo, lancia allarmi costanti e giustificati: dal vishing al fishing passando per i gruppi di acquisto online – che (una ventina in tutta Italia) riescono ad abbattere i costi di un prodotto fino al 70% – e arrivando a fantomatici istituti creditizi che promettono. Promettono. Promettono. E, a furia di promettere prestiti, riescono a scappare col malloppo.

Che tanto, per le tasche degli altri, i miracoli non li fa nessuno

Vi sono prassi e accorgimenti riconducibili al buon senso che sanno essere pietre miliari da cui partire e, in ogni caso, decidere di cominciare proprio da lì – dal buon senso – è già aver messo in tasca una garanzia di prestito certificato. Meglio un interrogativo di più che uno di meno, idem dicasi per i dubbi; si cominci a usare internet prima a titolo informativo e solo in una seconda battuta quale strumento con cui relazionarsi al referente del finanziamento; individuata un istituto di riferimento, accertatevi del fatto che (magari chiedendo informazioni alle associazioni dei consumatori e tramite l’interazione con altri richiedenti) vi siano riscontri sullo stesso; appurate che ogni operatore finanziario esponga online sul proprio portale informative su trasparenza e privacy.

Poi, dico io e ognuno è libero di pensarla come meglio ritiene, non si dimentichi che in ballo ci sono i propri soldi: li si spenda, perché no, ma li si spenda con cognizione di causa. Li si spenda, perché no, ma li si spenda con la convinzione di volerlo fare. E i miracoli. Se vi promettono miracoli, lasciate perdere. Quelli, semmai, li si domandi al Padreterno o a chi ne fa le veci. Che tanto tra noi terreni, per riempire le tasche altrui, nessuno ha mai fatto miracoli.