Prestiti sul web: affidarsi a Zopa

di Laura 17

Affidarsi alle banche o alle finanziarie? Alcuni sono pronti ad affermare che le banche sono degli “usurai legalizzati”, altri invece si fidano della propria banca presso la quale sono clienti da generazioni. Avete sentito parlare del social lending? Questo termine indica la possibilità di scambiarsi denaro in prestito direttamente tra persone, senza banche e finanziarie di mezzo. Social Lending significa proprio questo: privati che prestano ad altri privati su Internet per prestiti personali. Tale forma di scambio in un certo senso, esiste da sempre. Basta pensare ai prestiti tra conoscenti, parenti amici, comunità.

Tuttavia, di recente il Social Lending è apparso anche sul web contraddistinguendosi per due importanti elementi: libertà e disintermediazione. Appunto prestito tra privati, senza intermediari. Zopa è stata creata nel 2005 in Gran Bretagna da un gruppo di esperti di finanza e ora arriva in Italia. In Zopa chi ha denaro a disposizione lo presta direttamente a chi lo cerca in prestito. Il sistema è semplice e trasparente tramite controlli e bilanciamenti. Zopa controlla il profilo di credito di chi cerca un prestito e gli assegna una classe: A+, A, B o C. Se non rientra in una di queste, non può partecipare a Zopa.

Come funziona? I prestatori fanno le loro offerte: “Vorrei prestare X euro a Richiedenti di classe A per questa durata e questo tasso”. Il richiedente valuta i tassi offerti e se lo attirano chiede il prestito. Se non gradisce i tassi di oggi, può ritornare domani per vedere se ci sono nuove offerte. Per ridurre i rischi, i Prestatori Zopa prestano solo piccole porzioni ad un singolo Richiedente. Un Prestatore che offre 500 € o più ha il prestito frazionato su almeno 50 Richiedenti. In realtà l’intermediario c’è ed è Zopa stessoche guadagna domandando ai richiedenti una commissione sulla transazione (+ una piccola quota fissa) ed ai prestatori una commissione annuale di servizio tuttavia sicuramente inferiore rispetto agli altri istituti finanziari.

Commenti (17)

I commenti sono disabilitati.