Prelievo forzoso sui conti correnti – Perché il FMI sostiene la sua approvazione

di Sofia Martini Commenta

La norma risponde al principio teorico secondo cui i cittadini dovrebbero essere responsabili almeno in parte dell'operato dei propri governi, ma solleva anche alcune spinose questioni di non facile soluzione.

fmi - fondo-monetario-internazionaleSolo qualche giorno fa in Germania, come abbiamo avuto modo di segnalare in un post pubblicato in precedenza, il Parlamento ha approvato un disegno di legge in base al quale a partire dal 2015 verrà attivato sui conti correnti tedeschi il cosiddetto prelievo forzoso, ovvero il prelievo obbligatorio pari al 10 per cento che scatterebbe in caso di default degli istituti di credito. 

Via libera al prelievo forzoso sui conti correnti in Germania in caso di default

L’introduzione di questa misura nel sistema bancario europeo viene particolarmente caldeggiata dal Fondo Monetario Internazionale, il quale ha inviato ai diversi istituti di credito dell’Unione Europea un rapporto all’interno del quale si dice che gli stati che hanno debiti sovrani a rischio default non dovrebbero auspicare nella peggiore nelle ipotesi ad un salvataggio da parte della BCE, Banca Centrale Europea, o da parte delle casse dello stato e dei contribuenti, ma istituire preventivamente una sorta di patrimoniale sulla ricchezza una tantum.

Per il FMI banche e famiglie sono solide sotto il profilo finanziario

La norma risponde al principio teorico secondo cui i cittadini dovrebbero essere responsabili almeno in parte dell’operato dei propri governi, ma solleva anche la spinosa questione se gli stessi debbano essere o meno chiamati a pagare per gli eventuali sbagli dei banchieri.

Sulla base di questi rilievi sia la Commissione Europea che la Banca Centrale Europea si erano pronunciate in maniera contraria rispetto alla posizione del FMI, ritenendo molto seria l’ipotesi di una estensione del prelievo forzoso a tutto il sistema bancario europeo. La Germania potrebbe però spingere gli altri stati dell’Unione a seguire il suo esempio.