Dopo i mutui subprime cresce la finanza islamica

di Laura Commenta

La Finanza islamica è basata su alcune interpretazioni del Corano: non si possono ottenere interessi sui prestiti (divieto del riba) e bisogna effettuare investimenti socialmente responsabili. Finanza islamica non significa però banalmente divieto di percepire interessi. Gli strumenti islamici si fondano su un insieme di regole molto più complesso volto a garantire l’efficienza e la trasparenza del sistema finanziario. Essa si basa sulla collaborazione tra utente e gestore. Nasce dal concetto della umma, la comunità dei credenti, considerata un’entità unica, che cresce, pensa e prega all’unisono. La filosofia su cui poggia l’economia islamica è quindi la condivisione dei rischi: utente e gestore devono entrambi correre dei rischi.

Questa visione la distingue dalla finanza occidentale, che mira a massimizzare i profitti e a minimizzare le perdite con la diversificazione e il trasferimento dei rischi. Mentre la finanza occidentale è interest based, ovvero l’intermediazione dei capitali è basata sul pagamento di un tasso di interesse, sia per la raccolta, sia per l’impiego, in quella islamica è proibita la determinazione a priori delle remunerazioni e i proventi sono calcolati ex post, in base ai redditi relamente conseguiti.

Se ne discuteva da tempo, ma la finanza islamica è nata solo negli anni settanta, all’indomani della prima crisi petrolifera. A quell’epoca parte della ricchezza prodotta dal petrolio venne usata per gettare le basi di un nuovo tipo di banche che rispettassero la sharia. La nascita della finanza islamica è indubbiamente favorita dal crollo del mercato asiatico del 1997 e dai fatti dell’11 settembre. Questi avvenimenti portarono ad una chiusura nei confronti dell’econornia occidentale. Le banche italiane non hanno ancora sviluppato strumenti pienamente rispondenti alle esigenze dei musulmani e degli immigrati in genere. Non esistono infatti in Italia esempi di strumenti di finanza islamica ma solo prodotti bancari occidentali “mascherati” per soddisfare i principi musulmani.

Mentre la crisi finanziaria globale ha creato non pochi gravi danni al sistema occidentale, le banche islamiche stanno conoscendo un inaspettato boom.