Fusione Tercas-Caripe, Marco Jacobini orgoglioso: “Gruppo solido”

di Maris Matteucci Commenta

Promessa mantenuta. Il Gruppo Banca Popolare di Bari si è adoperato per la incorporazione di banca Caripe e banca Tercas trovando allo stesso tempo un accordo con i sindacati (Fabi) per tutelare la posizione lavorativa dei circa trecento dipendenti che lavoravano nei vari istituti. Il risultato è di quelli che lascia soddisfatti e a parlare, all’indomani dell’accordo siglato con i sindacati, è il presidente del Gruppo, Marco Jacobini.

 Marco Jacobini

Oggi Tercas e Caripe fanno parte di un gruppo solido, molto ben patrimonializzato e con una offerta di prodotti e servizi moderna, al servizio delle famiglie ed imprese del territorio. In Abruzzo contiamo di crescere tanto, ci sono i margini di sviluppo per farlo e abbiamo un piano industriale molto preciso che prevede investimenti anche nelle province dove siamo meno presenti

 

Se i sindacati sono contenti per essere riusciti a tutelare la posizione lavorativa dei loro iscritti, si può dire dunque la stessa cosa per il Gruppo Popolare Banca di Bari che conta di guadagnare da questa manovra. Dopo la fusione di Caripe e Tercas, e successiva fusione, piccoli cambiamenti hanno dovuto affrontare i correntisti dei due istituti abruzzesi. Tutto risolto nel giro di brevissimo tempo e da qui in avanti saranno solo vantaggi: migliore qualità dei servizi per i clienti, immediatamente percepibili sia in filiale che allo sportello elettronico, accessibile tramite web. Il Gruppo conta dunque di aumentare la sua presenza di Abruzzo con nuove aperture e nuove acquisizioni, frutto di serio e duro lavoro. Nel frattempo, il Gruppo dovrà anche pensare a mantenere quanto promesso a Fabi: l’avvio delle prime trattative per il rinnovo del contratto integrativo (obiettivo da raggiungere in autunno), rinnovo dei contratti in scadenza per un centinaio di dipendenti e apprendisti. E ancora, riduzione del 20% del costo delle consulenze.