Assicurazione contro le catastrofi, necessaria per l’Italia

di Laura 1

Sono le parole Guido Bertolaso, il capo della Protezione Civile, sottolineando che questo potrebbe essere un modo per ovviare ai problemi dovuti alla mancanza di fondi, con riferimento alle catastrofi che hanno attanagliato l’Italia, in ultimo l’alluvione nel Veneto. Il problema delle catastrofi in Italia é strutturale, purtroppo si susseguono costantemente. Ciò che è accaduto in Veneto, dunque, secondo l’ex capo della protezione civile (ha lasciato la sua funzione l’11 novemmbre, non è che l’ennesimo esempio di quel che accade da tempo in altre parti d’Italia: dalla Toscana alla Liguria, dalla Calabria alla Sicilia, il territorio é diventato fragile in conseguenza delle scelte economiche e dei loro effetti.

La scarsità di risorse a disposizione deve far rivedere scelte del passato – ha sottolineato Bertolaso – mi riferisco ai tanti tentativi andati a vuoto di introdurre anche nel nostro paese forme di assicurazione obbligatoria rispetto ai rischi naturali esistenti, seguendo l’esempio che ci è dato nel campo del finanziamento della prevenzione strutturale da tanti paesi europei e non che hanno molti meno problemi di noi. Lo Stato non ce la fa più, se non si interverrà in maniera strutturale per mettere in sicurezza il territorio, non riusciremo a ridurre di una sola unità il numero di vittime e non riusciremo a ridurre di un solo euro il conto sempre più alto delle crisi.

Purtroppo le parole di Bertolaso sono un’amara realtà: é completamente crollata la Schola Armaturam a Pompei. L’edificio era una sorta di palestra dove i gladiatori si allenavano, la Sovrintendenza ha fatto sapere che le cause del crollo possono essere attribuite o alle piogge che in questo periodo attanagliano l’Italia e che hanno creato delle infiltrazioni all’interno di un terrapieno esistente al lato della Schola, oppure al peso del tetto della palestra stessa.

Basterà un’assicurazione sui disastri ad alleggerire i fardelli dell’Italia oppure occorrono altri interventi più mirati e volti alla prevenzione?

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