Prestito vitalizio ipotecario, nuove norme dal 2 marzo

di Gianni Puglisi Commenta

a tasso fisso, variabile o variabile con tetto massimo (Cap).


Ancora pochi giorni e le norme sul prestito vitalizio ipotecario saranno operative. Con il varo del decreto attuativo, a partire dal 2 marzo prossimo gli istituti di credito e le società finanziarie potranno iniziare ad offrire tale forma di finanziamento, che di fatto è un mutuo ma senza rate da rimborsare.

La casa sarà un bancomat, in altri termini, lasciando agli  eredi di scegliere, al momento della successione, se riscattare o vendere l’appartamento, guadagnando quanto resta dopo aver restituito il prestito. Operazione non del tutto a buon mercato, comunque, perché sono previsti degli spread piuttosto elevati e in questo caso è applicabile l’anatocismo, ossia gli interessi danno origine ad altri interessi. Proprio per questo il decreto obbliga alla massima trasparenza con l’obbligo di consegnare al potenziale cliente, almeno 15 giorni prima della data stabilita per la firma, un prospetto personalizzato con l’andamento dei costi nel corso degli anni.
L’accesso al prestito è consentito a partire dai 60 anni di età, e non più dai 65 come in passato, e ci si può rivolgere alle banche e a tutte le finanziarie autorizzate. Il finanziamento copre la durata della vita del sottoscrittore e del partner, in caso di coppie sposate o conventi da più di cinque anni. Al termine gli eredi avranno 12 mesi di tempo per decidere cosa fare. La somma che si può ottenere è calcolata sia in base al valore di mercato della casa che in riferimento all’età del richiedente: più alta l’età, maggiore l’importo. Previsto comunque un importo massimo erogabile, generalmente compreso tra un minimo del 15% ed un massimo del 50% del valore di perizia, scontando una richiesta fatta non prima dei 70 anni di età.

Il prestito vitalizio può rientrare in diverse tipologie: prestito vitalizio a tasso fisso, variabile o variabile con tetto massimo (Cap). Particolarmente elevato, però, lo spread applicato, che viaggia intorno al 5 per cento. Rispetto ad un mutuo tradizionale o a un mutuo per liquidità il costo è decisamente più alto.