Moratoria mutui, qualche numero ufficiale

di Gianni Puglisi 2


Ora sono arrivati anche i numeri ufficiali: oltre 5mila in un solo mese. Tante sono le persone che hanno richiesto alle banche italiane la sospensione del mutuo utilizzando il «Piano Famiglie», l’accordo fra Abi e associazioni dei consumatori. Dal 1 febbraio chi ha subito un evento sfavorevole come la perdita del lavoro o la cassa integrazione può sospendere le rate per un periodo fino a un anno. Un’iniziativa, nata sulla scia della moratoria sui prestiti per le piccole e medie imprese, che finora ha ricevuto l’adesione di 280 banche italiane. È però difficile stabilire quante di queste domande siano già andate a buon fine. Anche perché l’iter che porta alla concessione del beneficio (15 giorni lavorativi per la valutazione dei requisiti e fino a 45 giorni per l’effettiva applicazione) è piuttosto complicato. L’avvio è comunque molto promettente, anche se forse da qualche parte ci si aspettava un ricorso maggiore all’agevolazione. Visto che, in fin dei conti è un’iniziativa unica in tutta Europa. L’Abi stimava infatti un bacino potenziale di interessati compreso fra le 90mila e le 135mila famiglie a seconda delle diverse limitazioni applicate dalle banche aderenti. L’accordo di base prevede un tetto al reddito (40mila euro) e all’importo finanziato (150mila euro) che però molti istituti di credito hanno migliorato, come si può vedere anche nel grafico sopra. In realtà alcune banche avevano già attuato autonomamente iniziative simili nei mesi precedenti, concedendo in molti casi la sospensione delle rate alle famiglie in difficoltà che ne avessero fatto richiesta: la moratoria, insomma, in molti casi era già partita in anticipo. Molti lettori che hanno scritto nelle ultime settimane a Mutui24 si lamentano tuttavia per i limiti imposti alle agevolazioni. Non è soltanto il tetto al reddito o all’importo finanziato a frenare le adesioni, ma anche il fatto che l’evento negativo (oltre alla perdita del lavoro, anche la morte o l’insorgenza di condizioni di non autosufficienza del sottoscrittore del prestito) deve essere avvenuto dopo il primo gennaio 2009.


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