L’inflazione scende, e i tassi?

di Daniele Pace Commenta


 L’inflazione in Europa continua a non decollare, come vorrebbe la BCE per far ripartire l’economia, ma se per Bruxelles questa è una cattiva notizia, per chi ha preso un mutuo a tasso variabile, la notizia potrebbe significare rate più basse. Certo, la frutta e la verdura hanno subito delle impennate, ma il resto del paniere non riesce a crescere, e questo forse costringerà la BCE a mantenere il costo del denaro invariato per un tempo più lungo di quello preventivato, che era già abbastanza lungo. Se la situazione dovesse perdurare, probabilmente il tempo di convenienza per contrarre finanziamenti e mutui a tasso variabile, aumenterà di più rispetto ai 5 anni attualmente preventivati dagli analisti. L’obbiettivo del 2% appare infatti sempre più lontano, nonostante le buone aspettative della BCE. Infatti, nonostante un rialzo del 1,9% del mese di aprile, quello del mese precedente era stato molto più modesto, portando in giù l’indice. Solo gli alimentari e l’energia trainano i prezzi, per il disappunto dei consumatori. Nonostante i propositi della BCE, la ricetta economica di QE e bassi tassi sembra non funzionare affatto, e da molte parti si levano voci su soluzioni diverse ed alternative, dal QE diretto ai cittadini alla soluzione degli Eurobonds.