Istat: 2015 anno positivo per i mutui

di Gianni Puglisi Commenta

Durante lo scorso anno il mercato immobiliare è risultato in crescita per il secondo anno consecutivo, dopo una serie negativa iniziata nel 2006: i trasferimenti a titolo oneroso di unità immobiliari (625.305 in tutto) segnano un +5,2% in confronto al 2014.


Il 2015 va in archivio come un anno positivo anche per ciò che concerne mutui, finanziamenti ed altre obbligazioni. Gli atti notarili con costituzione di ipoteca immobiliare stipulati con banche o soggetti differenti dalle banche sono cresciuti sul 2014.

La crescita è pari a 23%. Inoltre, si registra un numero complessivo di convenzioni pari a 342.467 a livello nazionale. Gli aumenti più rilevanti, sopra la media nazionale, si osservano al Sud (+30%) e nelle Isole (+26%). E’ quanto ha verificato l’ultimo rapporto “flash” dell’Istat pubblicato durante i giorni scorsi.

Come spesso succede nel mondo dell’informazione, anche questo comunicato nasconde una verità che deve essere opportunamente rivelata: Il report di Istat tratta il “numero” dei finanziamenti e non il montante degli importi erogati. Il dato inoltre tiene in considerazione come sempre le surroghe di mutui già stipulati che contemplano anch’esse costituzione di ipoteca. Per avere un’idea dell’enorme apporto delle surroghe nel campo dell’erogazione dei mutui e quindi negli atti notarili con costituzione di ipoteca basta considerare il non altrettanto vigoroso aumento delle compravendite, che a confronto, sono ferme al +5% circa.

Sempre Istat infatti ha comunicato che, durante lo scorso anno il mercato immobiliare è risultato in crescita per il secondo anno consecutivo, dopo una serie negativa iniziata nel 2006: i trasferimenti a titolo oneroso di unità immobiliari (625.305 in tutto) segnano un +5,2% in confronto al 2014.

Inoltre, la ripresa del mercato immobiliare nell’ultimo trimestre del 2015 riguarda però solo il comprato dell’abitativo in crescita del 10% sull’ultimo trimestre del 2014. I trasferimenti di unità immobiliari ad uso economico, pari a 11.121, registrano invece un calo del 2,5%.