Carte di Credito: truffa “colossale” sull’asse Italia-Russia

di Gianfilippo Verbani Commenta


 Un volume di affari “colossale”. È quello messo in piedi da esperti informatici, quasi tutti italiani, che, come hanno accertato i Carabinieri, avevano da tempo stretto una fruttuosa collaborazione con organizzazioni di hacker russi, dai quali acquisivano numeri di carte di credito, nomi e indirizzi, date di nascita, password, conti bancari, attraverso canali di comunicazione criptati. È questo quanto hanno riferito, con una nota, i Carabinieri che martedì hanno smascherato la trama criminale, mettendo a segno un importante colpo nella lotta contro l’uso fraudolento delle carte di credito.

L’operazione si è svolta in tutto il territorio nazionale. Il risultato sono state le manette per ben 23 persone, che sono finite in carcere, mentre centinaia sono state le perquisizioni. In Calabria e a Roma sono stati individuati i maggiori centri, mentre si è scoperto anche che a Milano, Brescia e Napoli operavano in prevalenza le cellule operative. “Una volta in possesso dei dati – hanno spiegato i carabinieri – la banda, grazie alle capacità e ai mezzi di cui disponeva, era in grado di realizzare carte di credito, carte prepagate, documenti d’identità, buste paga, atti societari e molto altro ancora”.

Una truffa a 360 gradi, insomma, che avrebbe potuto coinvolgere anche persone completamente all’oscuro della situazione: “duplicate” senza neanche poter avere l’opportunità di rendersene conto. “Centinaia di utenti della rete Internet – hanno evidenziato gli inquirenti al termine dell’operazione – centri commerciali e negozi di lusso sono tra le vittime dei componenti dell’organizzazione, sui cui pende l’accusa di associazione per delinquere transnazionale finalizzata alla contraffazione di carte di credito, accesso abusivo a sistema informatico, truffe online, ricettazione, falsificazione di documenti d’identità”. Non è il primo caso, probabilmente non sarà neppure l’ultimo. Di certo, questa è una delle più importanti operazioni anti-clonazione che si sono svolte sin qui in Italia. Se vogliamo pensare al bicchiere mezzo pieno, certo ai Carabinieri va un plauso particolare per essere riusciti a stroncare questo giro d’affari illecito.