Bonus bici: la piattaforma ancora non si vede, idem i rimborsi

di Daniele Pace Commenta

Uno stanziamento di denaro che prevede circa 120 milioni di euro quello inserito all’interno del Decreto Rilancio per supportare il bonus bici, ma a tale somma si dovranno certamente aggiungere altri 70 milioni di euro, con la possibilità di arrivare a toccare il tetto dei 200 milioni di euro.

 

È questa la cifra che è stata investita per il bonus bici lanciato dal Governo con il chiaro intento di favorire e stimolare la mobilità alternativa. Quindi, tramite questo bonus c’è la possibilità di comprare mezzi di trasporto come biciclette, monopattini, overboard, pure quelli elettrici. Un obiettivo che, chiaramente, va di pari passo con la necessità di rispettare il distanziamento sociale come misura di contrasto alla diffusione dei contagi da Covid-19, ma che vuole essere anche un incentivo per puntare molto di più finalmente su una mobilità totalmente green.

Ci sono due problematiche, però, che stanno mettendo i bastoni tra le ruote al bonus. La prima deriva dal fatto che la piattaforma tramite la quale fare richiesta per il rimborso (e in seguito del buono per ricevere lo sconto), non è stata ancora attivata. La seconda problematica, invece, è legata al fatto che c’è il forte pericolo che questi soldi non possano essere sufficienti per via delle richieste che continuano ad aumentare e le vendite che sono oggetto di un rialzo impressionante: basti contare come solamente durante il mese di maggio sono stati consegnati oltre 540 mila prodotti simili.

L’obiettivo del Governo, come è stato ammesso anche da parte del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, è chiaramente quello di fare in modo che i 200 milioni di euro stanziati siano sufficiente per la copertura di tutte le varie richieste, in maniera tale da scongiurare il pericolo di click-day. Insomma, per evitare che gli utenti si accalchino sulla piattaforma, per poter inviare più velocemente la richiesta e, di conseguenza, avere accesso al bonus.

È bene mettere in evidenza come nella sezione Faq sul sito del Ministero ci sia ancora un chiaro riferimento alla fattura, ma sembra che, nel corso degli ultimi giorni, si stia diffondendo una nuova opzione, ovvero quella che prevede l’uso anche di una sorta di scontrino “parlante” per poter raggiungere il rimborso.