La BCE lascia invariato il costo del denaro e spinge sulle riforme

di Gianni Puglisi Commenta

Il tasso principale della BCE è stato infatti lasciato al livello dello 0,15 per cento, quello sui prestiti marginali allo 0,40 per cento e quello sui depositi in negativo a -0,10 per cento. Preoccupano la bassa inflazione e le tensioni geopolitiche ai confini d'Europa.


E’ caduto proprio nel corso di questa settimana l’attesa riunione del direttivo della BCE, che ha nuovamente fatto il punto sulla politica monetaria seguita dall’Istituto e sull’andamento dell’economia dei paesi europei, tra cui l’Italia. In merito al fronte euro e al costo del denaro, dopo gli ultimi straordinari interventi del mese di giugno 2014, il consiglio direttivo della Banca Centrale Europea non ha ritenuto necessario apportare modifiche di sorta alle precedenti decisioni. 

Il quantitative easing della BCE incentiverà i prestiti a famiglie e imprese?

La situazione è stata infatti lasciata inalterata sulle seguenti caratteristiche. Il tasso principale della BCE è stato infatti lasciato al livello dello 0,15 per cento, quello sui prestiti marginali allo 0,40 per cento e quello sui depositi in negativo a -0,10 per cento. Il presidente della Eurotower ha però anche sottolineato che si tratta di interventi di lungo periodo, oltre al quale non sarà possibile andare. E’ stato infatti ormai raggiunto un livello minimo oltre il quale non si procederà al ribasso.

Erogazioni di prestiti verso l’aumento grazie all’intervento della BCE

Mario Draghi ha comunque confermato che l’obiettivo ultimo della Banca Centrale Europea resta sempre quello di far tornare a salire il livello dell’inflazione, per il quale si aspetta almeno un 2 per cento e per questo motivo l’Istituto di Francoforte è sempre disposto a ricorre a misure straordinarie. Nel breve  periodo in mancanza di una adeguata ripresa e delle riforme necessarie l’inflazione è venuta a calare rispetto alle attese.

La situazione economica europea viene però turbata anche dalle preoccupazioni geopolitiche sul fronte russo – ucraino, le quali non incentivano la ripresa e la BCE si prepara all’acquisto di Abs e di bond su larga scala.