Bisogna fare molta attenzione oggi 13 maggio alla nuova truffa che gira soprattutto su WhatsApp e Facebook, dove ci parlano di monopattino Xiaomi da 2 euro. Tutto nasce dall’iniziativa di una pagina che vuole effettivamente prendersi gioco degli utenti più “sbadati”. Parlo di coloro che, tendenzialmente, tendono a credere ad iniziative di marketing assai improbabili, finendo con il fornire a terzi dati sensibili per di accaparrarsi la promozione (presunta) del giorno. Ci sono molte ragioni per le quali dovete stare alla larga dall’inserzione in questione.

Come riconoscere la truffa del monopattino Xiaomi da 2 euro, dopo i primi riscontri Facebook e WhatsApp
Torniamo a trattare l’argomento monopattini, dunque, dopo alcuni approfondimenti delle ultime settimane grazie ad altri produttori. Quali sono gli aspetti da mettere in evidenza stamane? Come si nota dall’immagine ad inizio articolo, sta circolando un’inserzione che rimanda alla presunta promozione per monopattino Xiaomi da 2 euro. Allo stato attuale, più in particolare, la pagina iniziale creata per dare vita alla truffa ora risulta irraggiungibile. Difficile dire se sia stata opera di Facebook, oppure se i malintenzionati hanno deciso di rimuoverla per avere problemi.
Possibile, a tal proposito, che la minaccia possa tornare con altra URL, riproponendoci in questo modo il monopattino Xiaomi da 2 euro. Secondo quanto raccolto in giornata, non possiamo escludere che si vada oltre la mera raccolta di dati. Insomma, in caso di pagamento minimo per la consegna fantomatica del prodotto, è altamente probabile che vedrete prosciugato il credito sulla vostra carta di credito. O sul conto che avete utilizzato per il saldo. Il tutto, in linea con quello che avviene solitamente in questi casi.
Tutte buone ragioni, quelle esposte oggi, per tenere gli occhi aperti a proposito del monopattino Xiaomi a 2 euro. Fate molta attenzione nei prossimi giorni. L’ennesima frontiera del phishing corre sui social attraverso la “truffa del monopattino Xiaomi a 2 euro”. Il meccanismo è subdolo: annunci sponsorizzati su Facebook e Instagram mostrano magazzini colmi di merce, spacciando l’offerta come una liquidazione per “mancato sdoganamento” o “giacenze invendute”.
L’utente viene spinto a cliccare su un link che conduce a un sito clone, graficamente identico a portali famosi come Amazon o Argos. Qui, dopo un breve sondaggio, viene richiesto il pagamento di una cifra irrisoria (appunto 2 euro) per le spese di spedizione.
In realtà, non c’è alcun monopattino: inserendo i dati della carta, la vittima autorizza inconsapevolmente l’attivazione di abbonamenti occulti a servizi esteri con prelievi mensili automatici, oltre a consegnare le proprie credenziali bancarie ai cybercriminali. La regola d’oro resta la stessa: se il prezzo sembra troppo bello per essere vero, è una truffa.