Registrati tassi più bassi per il mercato creditizio in questa fase

Ci sono fortunatamente tassi più bassi per il mercato creditizio in questo momento storico. Il panorama creditizio italiano di marzo 2026 delinea un quadro di estrema resilienza e dinamismo, segnato da una crescita costante dei volumi e da una progressiva distensione del costo del denaro. Secondo l’ultimo report dell’ABI, il settore bancario prosegue il suo trend espansivo avviato esattamente un anno fa, riflettendo una ritrovata fiducia sia sul fronte dei consumi che su quello degli investimenti produttivi.

mercato creditizio

La dinamica dei finanziamenti: famiglie e imprese protagoniste con tassi più bassi per il mercato creditizio

I prestiti totali hanno registrato un incremento del 2,4% su base annua, accelerando rispetto al dato di febbraio. Questa spinta è alimentata da due motori principali:

Famiglie: in crescita per il quindicesimo mese consecutivo (+2,6%), a conferma di una domanda di credito solida per esigenze personali e immobiliari.

Imprese: consolidano il nono mese di segno positivo (+1,8%), segnale di un tessuto imprenditoriale che torna a pianificare il futuro a lungo termine.

Costo del denaro e tassi d’interesse

L’aspetto più incoraggiante riguarda il calo dei tassi sulle nuove operazioni, che rende l’accesso al credito più sostenibile. Per l’acquisto di abitazioni, il tasso medio è sceso al 3,36%, un crollo significativo se paragonato al 4,42% di fine 2023. Parallelamente, anche le imprese beneficiano di condizioni più favorevoli, con tassi sulle nuove erogazioni calati al 3,26%. Sebbene lo stock complessivo dei prestiti in essere mantenga un tasso medio stabile intorno al 3,98%, la tendenza per i nuovi contratti è chiaramente orientata al ribasso.

La raccolta e il risparmio

Il settore evidenzia una crescita della raccolta complessiva del 2,6%. Un dato particolarmente rilevante emerge dalla raccolta indiretta, che tra febbraio 2025 e lo stesso mese del 2026 ha visto un afflusso di quasi 79 miliardi di euro, segno che i risparmiatori italiani stanno diversificando i propri investimenti verso titoli e strumenti di custodia. Sul fronte dei depositi vincolati, il tasso del 2,09% offerto dalle banche italiane si conferma superiore alla media dell’Eurozona (1,88%), garantendo una remunerazione competitiva rispetto al passato.

Solidità del sistema: il calo dei crediti deteriorati

Infine, lo stato di salute delle banche appare solido. I crediti deteriorati netti sono scesi a 27,6 miliardi di euro, rappresentando appena l’1,32% degli impieghi totali. Questo dato assume una rilevanza storica se confrontato con il picco del 2015, quando le sofferenze superavano i 196 miliardi. La drastica riduzione del rischio di credito non solo protegge gli istituti, ma garantisce la stabilità necessaria per continuare a sostenere l’economia reale nel lungo periodo.