Potrebbe essere paradossalmente possibile assistere a sconti sul prezzo della benzina, visto che un dettaglio sulla carta può bilanciare la guerra in Iran. L’attuale crisi geopolitica in Iran sta scuotendo violentemente i mercati energetici, con ripercussioni dirette e immediate sui distributori di carburante italiani. I numeri parlano chiaro: le quotazioni del gasolio sono balzate di oltre il 16%, toccando vette che non si registravano dal febbraio 2024, mentre la benzina ha raggiunto i massimi dal giugno 2025.
Al momento, i prezzi medi alla pompa si attestano rispettivamente a 1,728 euro/litro per il diesel e 1,674 euro/litro per la verde, ma gli analisti avvertono che questo è solo l’inizio di una fiammata destinata a segnare nuovi record.

Lo spettro del 2022 e l’ipotesi “Accisa Mobile”
Il timore collettivo è il ritorno ai livelli drammatici del marzo 2022, quando i prezzi sfondarono la soglia dei 2,10 euro/litro anche in modalità self-service. Tuttavia, a differenza di allora, oggi l’ordinamento italiano dispone di uno strumento normativo specifico per mitigare l’impatto sui cittadini: la cosiddetta “Accisa Mobile”, disciplinata dal Decreto Legge n. 5 del 14 gennaio 2023.
In sostanza, lo Stato può decidere di rinunciare a una parte del gettito fiscale derivante dalle tasse sui carburanti per compensare l’aumento del prezzo industriale, mantenendo così il costo finale alla pompa entro limiti accettabili. Un paracadute che, in passato, si è tradotto in sconti fino a 25 centesimi (più IVA).
I criteri per l’intervento statale
Perché questo meccanismo scatti, devono verificarsi condizioni precise legate al valore del petrolio Brent. La legge prevede l’attivazione dello sconto se la media delle quotazioni del greggio nell’ultimo bimestre supera le previsioni indicate dal Governo nel Documento di Finanza Pubblica (DFP). Attualmente, i presupposti tecnici sembrano materializzarsi:
Previsione del governo: la forchetta stimata nei documenti programmatici oscilla tra i 70 e i 75 dollari al barile.
Valore attuale: il mercato internazionale ha già spinto il Brent a quota 81 dollari.
Resta un margine di interpretazione tecnica sulla modalità di calcolo del “bimestre precedente” (se basato sui mesi solari o su una media mobile di 60 giorni), ma il superamento della soglia critica è ormai un dato di fatto. Se la tensione internazionale non dovesse allentarsi, l’intervento dell’esecutivo per tagliare le accise diventerà non solo auspicabile, ma normativamente necessario per evitare il collasso del potere d’acquisto delle famiglie e dei bilanci delle imprese di trasporto.
Insomma, occorre monitorare con grande attenzione gli scenari riguardanti la guerra in Iran, soprattutto per quanto concerne il delicato tema del prezzo della benzina oggi