Istat, continua a diminuire l’inflazione anche ad agosto

di Daniele Pace Commenta


Continua il trend di rallentamento per quanto riguarda l’inflazione. In base ai dati che sono stati diffusi da parte dell’Istat, che si basano su delle stime di carattere preliminare, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per tutta la collettività, ovvero il Nic, al lordo dei tabacchi, durante il mese di agosto è arrivato a toccare un incremento pari allo 0,4% dal punto di vista mensile, mentre si sale al 5,5% su base annuale, rispetto al 5,9% del mese di luglio.

L’inflazione acquisita per quanto riguarda tutto quest’anno, che si riferisce quindi alla crescita media che si potrebbe ottenere nel caso in cui i prezzi dovessero mantenere questa stabilità nella seconda parte del 2023, si aggira intorno al 5,7% per quanto riguarda l’indice generale, mentre è pari al 5,2% in riferimento alla componente di fondo, chiaramente al netto degli energetici e dei vari alimentari freschi.

Spostando l’attenzione sull’UE, una stima flash che è stata realizzata da parte di Eurostat, ha sottolineato come l’inflazione annuale della zona dell’euro si dovrebbe attestare intorno al 5,3% durante il mese di agosto, che rimane stabile nel corso del mese di luglio.

In riferimento all’Istituto nazionale di statistica la decelerazione, bisogna anche mettere in evidenza il rallentamento su base annua dei prezzi dei beni energetici che non sono oggetto di apposita regolamentazione. Questi ultimi includono gas, carburanti e luce a mercato libero e sono passati dal 7% al 5,7%. Gli alimentari non lavorati sono diminuiti passando dal 10,4% al 9,2%, mentre gli alimentari lavorati sono passati dal 10,5% al 10,1%.

L’Istat ha messo in evidenza anche come la decrescita su base annua si riferisce anche ai prezzi dei servizi ricreativi, culturali e dedicati alla cura della persona, passando dal 6,6% al 5,9%. Stesso discorso in riferimento alla riduzione che ha avuto ad oggetto i servizi che si riferiscono ai trasporti, che passano dal 2,4% all’1,2%. Idem per quanto riguarda i beni durevoli, che sono passati dal 5,4% al 4,6%. Si tratta di effetti che sono stati riequilibrati solo a livello parziale da un trend di crescita dei prezzi che si riferiscono ai servizi abitativi e al ridursi della flessione degli energetici regolamentati. Diminuisce anche la crescita su base annua in riferimento ai prezzi dei beni, che passano dal 7% al 6,4%, così come è capitato con la crescita dei servizi, che si è ridotta passando dal 4,1% al 3,6%. L’inflazione su base annua nella zona dell’euro si dovrebbe attestare intorno al 5,3% durante il mese di agosto, mantenendosi quindi su un livello decisamente stabile in confronto a quanto è stato fatto registrare durante lo scorso mese di luglio.