Risulta ancora attuale e largamente diffusa una truffa incentrata su buoni IKEA da 250 euro. Tutto nasce da un messaggio che, a quanto pare, sta girando molto tramite WhatsApp, nel quale viene collocato un link che a conti fatti crea i presupposti affinché si possa concretizzare la bufala in questione. Non un inedito qui in Italia, se pensiamo che segnalazioni di questo tipo le abbiamo avute anche nel 2018, nonostante in quel caso si sia parlato di un regalo con importo differente.

Cosa sappiamo sulla truffa riguardante il buono IKEA da 250 euro
Il modus operando di coloro che hanno dato vita alla bufala di oggi 20 giugno è lo stesso che abbiamo imparato a conoscere in questi anni. Lo apprendo anche da Attualissimo. In sostanza, si propone un buono IKEA da 250 euro tramite un messaggio WhatsApp “attraente”, non a caso lanciato proprio in questi giorni dopo la riapertura degli store sul territorio. Il Decreto firmato da Conte, infatti, ha reso celebre l’azienda svedese soprattutto per le file che si sono venute a creare davanti a diversi store dallo scorso 18 maggio.
Detto questo, la truffa del buono IKEA da 250 euro ci fa atterrare all’interno di una pagina che in realtà non ha nulla a che vedere con l’azienda. Troverete il solito questionario, banale e semplice, che vi darà la percezione di aver meritato il premio finale. Prima di consegnarvi il finto regalo, secondo quanto riportato da Bufale vi verrà richiesto un piccolo contributo relativo a fantomatiche spese per l’erogazione del coupon. Pochi spiccioli, per ottenere un premio decisamente allettante.
E così in tanti ci cascano, ma è proprio a quel punto che il credito della carta utilizzata rischia di essere prosciugato. I malintenzionati, infatti, pare trasferiscano sui propri server i dati che andate ad inserire. In questo modo, la truffa del buono IKEA da 250 euro è servita. Evitate di selezionare il link presente nel messaggio WhatsApp.
Negli ultimi tempi si è diffusa una pericolosa truffa digitale che sfrutta il celebre marchio IKEA per ingannare i consumatori. I malviventi utilizzano messaggi ingannevoli, diffusi tramite chat, email o social network, promettendo finti buoni sconto o carte regalo di valore elevato in cambio della compilazione di un breve sondaggio online.
I malcapitati, attratti dalla prospettiva di un risparmio facile, vengono reindirizzati su siti web contraffatti, strutturati ad arte per imitare i canali ufficiali dell’azienda svedese. All’interno di queste piattaforme clone, agli utenti viene richiesto di inserire i propri dati anagrafici e, soprattutto, gli estremi della carta di credito per coprire fittizie spese di spedizione. In questo modo, i truffatori riescono a sottrarre denaro e a clonare le informazioni finanziarie delle vittime.