Derivati, Clinton: “Crisi è anche colpa mia”

di Gianfilippo Verbani 2


Proprio nel giorno in cui lo scandalo dei Mutui Subprime tossici messi in vendita dal colosso della finanza Usa, Goldman Sachs, sbarca in Europa, l’ex presidente democratico degli Stati Uniti, Bill Clinton, ha replicato l’episodio storico della visita a Canossa (quando l’imperatore del Sacro Romano Impero, Enrico IV, attese all’addiaccio per tre giorni e tre notti – inginocchiato e con il capo cosparso di cenere – il perdono di Papa Gregorio VII) ammettendo pubblicamente nel corso di una popolare trasmissione televisiva di aver sottovalutato, durante il periodo della sua doppia presidenza, il problema della regolamentazione del mercato finanziario d’Oltreoceano.

L’ex inquilino della Casa Bianca si è detto dispiaciuto per aver sbagliato ad ascoltare i consigli dei suoi segretari al Tesoro, Robert Rubin e Larry Summers. Questi, infatti, sostenevano che il mercato degli strumenti finanziari complessi, ovvero i “derivati”, dovesse rimanere per sua stessa natura non regolamentato. “Sui derivati, devo ammetterlo, avevano torto. Ed io ho sbagliato a dargli retta” ha asserito Clinton ai microfoni di This Week, un programma della tv Abc.

Il ragionamento nasceva dalla convinzione che, trattandosi di strumenti sofisticati e costosi, solo un piccolo gruppo di investitori ne avrebbe fatto ricorso, e per questo non avrebbero necessitato di protezioni particolari.

Tutto vero, anche oggi, con un solo – gigantesco – “però”.

Anche se meno dell’1% della comunità finanziaria ha le mani nei derivati, sono coinvolti così tanti flussi di denaro che un suo fallimento avrebbe effetti devastanti non solo sul 100% degli investitori, ma sulla stragrande maggioranza dei cittadini.

E dire che la teoria, dieci anni addietro (ovverosia all’epoca della fine del secondo mandato presidenziale del buon Bill), era che fosse proprio l’esigua quantità di denaro che veniva investito nei derivati a garantirne la trasparenza. “Il problema è che talvolta le persone con tanti soldi prendono decisioni sbagliate e lo fanno di nascosto”, ha chiosato Clinton.


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