Contanti e Contraffazione: la spinta delle Carte di Credito

di Gianfilippo Verbani Commenta

C’è sicuramente tra voi qualcuno che si sta chiedendo perché le banche preferiscano dotarci di carte magnetiche per le nostre spese invece che “sponsorizzare” il contante, forma di pagamento cui siamo così avvezzi da aver ormai imparato a conoscerne i pregi e limitarne i difetti. La risposta sta essenzialmente in una parola, anzi in due: trasporto e falsificazione. La prima è una voce che appesantisce i bilanci, costringendo a pagare servizi di sicurezza sempre più sofisticati per evitare di perdere quantità enormi di denaro, la seconda è una piaga che in Italia conosciamo bene, e che “vanta” dati davvero spaventosi.

Sappiamo, ad esempio, che i falsari adorano i biglietti da 20: negli ultimi quattro anni il 43,7% delle banconote contraffatte sono state azzurre, cioè 259.635 su un totale di 594.701 pezzi. Al secondo posto per numero di biglietti copiati si classificano i 100 euro con il 27,6%, seguito dai pezzi da 50 (al 25,4%). I poco redditizi biglietti di piccolo taglio, cinque e dieci euro, arrivano allo 0,5% dei falsi, mentre i super-controllati biglietti da 200 euro arrivano al 2,7% e i rarissimi pezzi da 500 allo 0,1. E’ quanto emerge dai dati della Banca d’Italia relativi al periodo 2006-2009 elaborati dall’Adnkronos.

Nel 2006 i produttori illegali di moneta hanno stampato 70.038 biglietti da 20, cioè il 51,7% del totale, mentre lo scorso anno sono arrivati a 100.802, salendo al 61,7% delle banconote, con un incremento in tre anni del 43,9. Confrontando gli anni emerge che il valore in circolazione è aumentato di oltre 3 milioni, passando da 5,4 a 8,7 milioni di euro. Eppure, il crescente numero di pezzi stampati è inversamente proporzionato al valore in circolazione: il numero dei biglietti è cresciuto infatti del 36,3% (da 119.917 pezzi del 2006 a 163.420 dello scorso anno) ma il valore complessivo dei falsi euro è diminuito a partire dal 2007, passando da 8,7 a 7,8 milioni l’anno successivo e scendendo ancora a 6,8 milioni lo scorso anno.