Cerchiai: Rc auto, “Troppe spese per i sinistri, le polizze aumenteranno”

di Gianfilippo Verbani Commenta


Non ci sono incentivi che reggono. Né finanziarie, né promesse elettorali, né accorgimenti o interventi di alcun tipo. Niente da fare. Le polizze Rc auto aumenteranno ancora. Manco fosse una maledizione. Eppure i risultati negativi della gestione dell’assicurazione Rc Auto «comporteranno una inevitabile ricaduta sui prezzi delle coperture». È quanto ha affermato il presidente dell’Ania, l’associazione delle imprese assicurative, Fabio Cerchiai, nel corso di un’audizione in Commissione Finanze alla Camera.

«Nel 2008, su 100 euro di premi incassati dalle imprese ne sono stati spesi 101 per sinistri e costi gestionali. Nel 2009 – ha proseguito Cerchiai – da una prima stima risulta che su 100 euro incassati le imprese ne hanno spesi 105». Quindi, ha aggiunto il presidente dell’Ania, «il conto economico delle Rc Auto per il secondo anno consecutivo registrerà una perdita tecnica».

Secondo Cerchiai diverse sono le cause, ma il primo problema resta la frequenza dei sinistri. Ancora troppo gli incidenti nel nostro paese. Nervosismo, guida insicura, chissà. Quello che conta sono i dati: fanalino di coda a livello europeo. Insomma, c’è da bisogna farsi qualche domanda: «Dopo anni di progressiva, ancorché lenta, riduzione, la frequenza – ha spiegato – è risultata in aumento nell’ultimo biennio, attestandosi all’8,6% nei primi nove mesi del 2009. È un valore doppio rispetto alla Francia e superiore del 40% rispetto alla Germania».

Un altro problema è rappresentato dalle frodi, che hanno dato una forte spinta all’aumento dei sinistri. Una realtà che ha i suoi picchi in alcune aree del Paese. Ad esempio, le frodi accertate sono pari, sempre secondo l’Ania (in base ai dati Isvap), al 12,2% dei sinistri a Caserta, all’11,4% a Napoli, all’8,9% a Foggia. Ma, ha sottolineato Cerchiai, «non si può parlare di un problema meridionale, in altre zone del Mezzogiorno la quota di sinistri fraudolenti è inferiore alla media nazionale», che si attesta intorno al 2,5%.