Banche etiche meglio delle tradizionali. La crisi ha spostato gli equilibri

di Daniele Pace Commenta

 La crisi finanziaria, scoppiata dieci anni fa, ha portato le banche etiche a fare meglio di quelle tradizionali. La data di partenza è il crac di Lehman Brother. Da allora le banche etiche hanno iniziato a pesare sempre più, nell’economia reale. Sì, perché la loro caratteristica è proprio quella di prestare denaro “all’economia reale”, e non alla finanza speculativa. E poi, il boom delle energie rinnovabili, e il nuovo interesse per l’ambiente, anche da parte delle aziende, ha spinto le banche etiche a ottimi risultati, perché queste hanno criteri molto stretti su questo.

Arriva il documento sulla finanza sostenibile

Il prossimo 6 febbraio sarà presentato il documento sulla finanza sostenibile europea, il report sulle 23 banche della Federazione delle banche etiche e alternative. Il rapporto le confronta con 15 banche tradizionali, e relaziona alla Commissione Europea lo stato delle cose.

Nel decennio 2007-2017, “le banche etiche e sostenibili hanno reso oltre il triplo rispetto alle banche tradizionali, con una redditività media annua del 3,98% contro l’1,23%”. Questo dice il rapporto stilato dalla Fondazione Culturale dell’associazione. Naturalmente, il rapporto analizza anche la sostenibilità della crescita e i prestiti mirati all’economia reale.

Le attività indirizzate alla sostenibilità ambientale sono aumentate del 10%, là dove le banche tradizionali hanno perso l’1%. I nuovi finanziamenti sono dunque erogati quasi tutti dalle banche etiche.