Banca Popolare di Bari: dopo le difficoltà si riparte dalla trasformazione in Spa

di Gianni Puglisi Commenta


Gli ultimi due anni sono stati ricchi di difficoltà, ma la Banca Popolare di Bari non ha smesso nemmeno un secondo di star vicino al territorio in cui opera. Il lavoro dei vertici, tra cui il Direttore Generale Gianluca Jacobini dell’istituto pugliese è stato encomiabile: rispetto agli altri competitor emerge come quanto le relazioni con la clientela siano radicate in profondità e come, nonostante il passare del tempo, i rapporti non siano mai venuti meno.

Nel futuro dell’istituto pugliese c’è un piano di investimenti per rilanciare i sistemi locali, ma solamente una volta che ci sarà una ripresa più strutturale. E le problematiche da superare per la Banca Popolare di Bari sono state numerose, tra contrazioni sfavorevoli dei mercati, le spese legate all’incorporazione di Tercas e una gestione piuttosto tesa per via delle numerose inchieste giudiziarie. Per il momento, l’istituto pugliese ha saputo rispondere con i fatti, ovvero con un bilancio 2017 piuttosto positivo anche se è stato ovviamente un anno di transizione. Chiaramente la situazione territoriale delle zone in cui opera l’istituto pugliese, prevalentemente al Centro-Sud, è tutto l’opposto rispetto a quella che si può definire di rilancio.

La strada sembra decisamente più spianata dopo che si è sbloccata la situazione in merito alla trasformazione in società per azioni. L’iter è stato rimesso in moto grazie alla pronuncia della Consulta: durante le prossime settimane ci sarà un quadro notevolmente più chiaro per poi capire quali saranno i passi migliori e più efficaci da fare per attuare in toto la legge di riforma.

L’atteggiamento determinato e la voglia di crescere continuamente stanno facendo da traino per l’istituto pugliese: nel corso dell’ultimo ventennio non dobbiamo dimenticare come sono state concluse ben 28 fusioni per incorporazione. L’ultimo aumento di capitale risale al 2014 con una sottoscrizione di 500 milione di euro, mentre nel 2015 sono stati stanziati altri 50 milioni di over booking.