Truffe al Bancomat: Gas e “Tappi” la nuova frontiera

di Moreno 1

Non sanno più cosa inventarsi, pur di mettere le mani sul denaro contante custodito nei – sempre più numerosi sportelli – bancomat di tutto il Mondo. Limitiamo l’indagine e il racconto all’Italia, per portare (come siamo soliti fare di tanto in tanto) due esperienze esemplari e dell’ingegno dei truffatori e della cattiva riuscita delle operazioni messe in atto da questi, dunque dell’efficacia dei dispositivi di sicurezza e del costante controllo che invitiamo i risparmiatori a fare per agevolare il lavoro degli istituti di credito e delle forze dell’ordine.

A Reggio Emilia, per esempio, ci hanno provato con il gas. Erano le 3 di notte quando è scattato l’allarme del centro commerciale “Meridiana” a causa di un esplosione; i carabinieri intervenuti sul posto hanno accertato che due banditi con il volto coperto stavano provato a saturare lo sportello automatico con un gas nell’intento di farlo esplodere e portarsi poi via il prezioso contenuto, senza però tenere in conto che l’esplosione ha sventrato l’ATM ma non la cassaforte, proiettata per intero (con tutti i suoi 180kg di peso) nella vetrina di un negozio di fronte, devastato. Ma senza che i malintenzionati riuscissero a “portare a casa il risultato”.

In provincia di Brescia c’è (c’è stato: ora i Carabinieri lo hanno arrestato) invece un serial-robber che utilizza un trucchetto molto praticato dai predatori dei bancomat: il sistema si basa su una barretta metallica con una fettuccia di adesivo, che viene posta davanti alla bocchetta per l’erogazione delle banconote. In sostanza, gli utenti dello sportello automatico si recano allo stesso e inseriscono la carta magnetica per il prelievo, ma non riescono a portare a termine l’operazione perché l’ATM non distribuisce il contante; molti, ignari, hanno segnalato il problema alla banca solo alcuni giorni dopo. Ma c’è qualcuno che ha preferito vederci chiaro allertando immediatamente le forze dell’ordine, le quali hanno scoperto che il truffatore (un rumeno di 32 anni) bloccava la bocchetta per poi passare all’incasso qualche ora più tardi: lì trovava tutti i soldi richiesti e non raccolti dagli utenti.

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