Toro assicurazioni sui viaggi: con un “clik” c’è anche il rimborso dello ski-pass…

di Moreno 1

“Sì, viaggiare”, cantava alcuni anni addietro il compianto Lucio Battisti. Già, viaggiare: ma come? L’imprevisto è sempre dietro l’angolo, nonostante tutti gli operatori della filiera (compagnie aeree, albergatori, etc.) si stiano adoperando per mitigare i disagi e valorizzare quello che invece è il “bello” nell’esperienza del “muoversi”. Una valigia smarrita – o arrivata in forte ritardo – in aeroporto, è una seccatura che in molti hanno sperimentato, augurandosi poi che non capiti mai più. Ed è forse proprio partendo da questo auspicio che le compagnie di assicurazione hanno deciso di gettarsi nel mondo della tutela sui viaggi: se vi andrà male la vacanza – hanno pensato – almeno godetevi il rimborso.

Sono nati così prodotti abbastanza simili, che si differenziano l’un l’altro “solo” per il nome e – soprattutto – per il marchio che va ad offrirli. Già, perché quando si va a stipulare una polizza, è molto importante per il contraente potersi fidare “ad occhi chiusi” della controparte. Toro Assicurazioni lo sa bene, ed è per questo che ha creato “Clic Volo” e “Clic Viaggi”: gettarsi quanto prima su di un mercato comunque ancora nuovo, ed ancora riservato a compagnie minori, potrebbe rivelarsi mossa molto lungimirante, soprattutto perché l’intento è quello di andare a pescare tra quei clienti già soddisfatti dai prodotti assicurativi del marchio torinese in altri settori (Toro assicurazioni è molto forte sul mercato della RC auto).

Come leggiamo dal sito, “La polizza prevede una serie di assistenze e garanzie che diventano operative esclusivamente durante i viaggi e i soggiorni, fuori dal comune di residenza e per il periodo di durata del viaggio o del soggiorno”. Ma è altrettanto vero che Toro assicurazioni copre i propri assicurati nei casi di “perdita bagagli, caso morte o invalidità a seguito di infortunio, rimborso spese mediche, rimborso della penale per annullamenti del viaggio o di ski-pass e lezioni di sci pagati e non goduti a seguito di infortunio”. Muoversi in una campana di vetro, insomma. Facendo affidamento, per giunta, su una rete di assistenza già testata per altre situazioni.

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