Torino: i prestiti a usura finiscono sul giornale

di Moreno 1

soldiParlare, così come facciamo noi, di prestiti personali e mutui significa parlare di un problema che affligge molti, ancor più di questi tempi con disoccupazione e ricorso alla cassa integrazione che sono tornati a rialzare la testa. Non tutti hanno il coraggio di rivolgersi alle banche per un aiuto, altri addirittura non ne hanno la possibilità essendosi già trovati in situazioni complicate e perciò respinti all’ingresso dai principali istituti. C’è chi, ahinoi, ha fatto ricorso agli usurai, ma è bene chiarire che se già le difficoltà sono enormi da par loro, finire nelle mani degli strozzini è una soluzione che si rivela, a lungo termine, peggiore del male. Per fortuna c’è una Guardia di Finanza che indaga, ed è bello raccontare anche quelle occasioni in cui l’inchiesta si risolve con un successo.

È successo nel torinese, come riferisce il quotidiano “La Stampa” (il più venduto in quelle aree). È successo che una società, formalmente operativa nel campo immobiliare, in realtà celasse dietro questa facciata (già di per sé non sempre specchiata) una vera e propria attività usuraia. La notizia assume il carattere di originalità se pensiamo che in genere l’usura è qualcosa di subdolo e strisciante, mentre in questo caso i prestatori non si facevano problemi ad offrire aiuto, tanto che le vittime venivano attirate addirittura mediante inserzioni sui giornali.

A denunciare il fatto è stato un artigiano, la cui segnalazione ha dato il via all’inchiesta. L’uomo era stato costretto a restituire ben 300mila €uro a fronte di 130mila richiesi e prontamente ottenuti. Provata da anni di sacrifici pressioni e ricatti, la vittima si è infine decisa a rivolgersi alle autorità. Le indagini scaturite dalla querela hanno permesso di risalire alla società gestita dai tre arrestati, una “finanziaria” che attraverso sconto titoli/assegni e prestiti chiedeva una remunerazione ben superiore a quella prevista per legge, dacché oscillante tra il 46 e anche il 60%.

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