Tasso Euribor a tre mesi atteso al 2% nel 2017

di Nicola D'Antuono Commenta

Picture taken on July 26, 2012 in Paris shows an illustration made with figurines and euro coins. Europe's economic crisis has deepened, with a slump in German confidence, worsening British recession and a debt-wracked Spain seeking French support in the face of soaring borrowing costs. While fears grew on July 25, 2012 that Spain, the fourth largest eurozone economy, is going to need a fresh bailout, storm clouds were also gathering over Europe's top economy.  AFP PHOTO/JOEL SAGET        (Photo credit should read JOEL SAGET/AFP/GettyImages)Le ultime settimane sui mercati finanziari hanno evidenziato forti pressioni sul mercato dei tassi di interesse. Dopo anni in cui il costo del denaro è rimasto fermo su valori vicini allo zero, iniziano ad aumentare le aspettative di incremento dei tassi nei prossimi anni in vista di una maggiore ripresa economica delle grandi potenze occidentali. Inoltre, l’era del denaro facile potrebbe essere giunta al termine, altrimenti ci sarebbe il serio rischio di minare la stabilità dei mercati finanziari. L’andamento dei tassi ha anche un forte impatto sul mercato dei mutui.

In tal senso ci sono diversi indizi che fanno presagire a un futuro aumento dei tassi. Innanzitutto basta osservare i movimenti dei futures sul tasso Euribor a 3 mesi quotato al mercato Liffe di Londra. Questo tasso è molto seguito da un gran numero di operatori finanziari, ma anche dagli stessi risparmiatori, in quanto è solitamente il parametro fondamentale per la determinazione dei mutui a tasso variabile (leggi anche Previsioni tassi mutui 2014). Attualmente il tasso Euribor a 3 mesi si muove intorno allo 0,22%.

In base alle proiezioni ottenute seguendo le quotazioni dei futures su questo tasso interbancario, viene stimato un aumento del tasso intorno allo 0,33% entro fine anno, all’1% per fine 2014 e addirittura al 2% nel 2017. Le previsioni su un futuro deciso incremento del tasso sono dovute al fatto che il mercato sconta una ripresa delle principali economie mondiali da qui ai prossimi mesi e il graduale ritiro degli stimoli monetari (la prima in ordine cronologico dovrebbe essere la Federal Reserve, che potrebbe avviare il cosiddetto “tapering” già a settembre).

Tra i tassi interbancari non è solo l’Euribor a 3 mesi a essere l’indiziato per un aumento dei tassi. Inizia a muoversi qualcosa anche sugli indici Eurirs, che sono importanti per la determinazione delle rate dei mutui a tasso fisso. Siccome seguono molto l’andamento dei tassi sui Bund tedeschi, in deciso rialzo sulla scadenza decennale quasi al 2%, anche qui c’è l’attesa di un futuro rialzo dei tassi. Negli ultimi mesi l’Eurirs a 20 anni è cresciuto al 2,7% dal 2,2%.