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	<title>BassiTassi &#187; banca</title>
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		<title>Unicredit, Profumo: “Non lascio”, intanto ecco i nuovi diritti di opzione</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:45:24 +0000</pubDate>
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Di Unicredit sappiamo tanto. Sappiamo che è è il primo gruppo creditizio europeo ed uno dei maggiori gruppi bancari mondiali. Che il suo amministratore delegato è Alessandro Profumo. Quello che non sappiamo è che si parla di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-9949" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/02/unicredit-300x200.jpg" alt="unicredit" width="300" height="200" />Di <strong>Unicredit </strong>sappiamo tanto. Sappiamo che è è il <strong>primo gruppo creditizio europeo </strong>ed uno dei maggiori gruppi bancari mondiali. Che il suo amministratore delegato è <strong>Alessandro Profumo. </strong>Quello che non sappiamo è che si parla di un clamoroso cambio alla guida del gruppo. «<strong>La mia successione? Deciderà il Cda»</strong>, ha detto proprio Profumo in un’intervista rilasciata a <strong>Future of Leadership</strong>. L’ad ha fotografato la situazione ai vertici del gruppo in un colloquio con <strong>Ron Nicol, </strong>senior partner di Boston Consulting Group. «Il mio coinvolgimento» &#8211; ha continuato profumo – «è sempre stato elevato. Prima della crisi, tuttavia, avevo nominato tre vice per gestire molte delle mie responsabilità. L’idea era di avere un ufficio dell’amministratore delegato che gestisse la compagnia». <span id="more-9947"></span><strong>Profumo<span> è </span>stato in prima linea nella gestione della crisi. </strong>E ora propone <strong>nuove strategie per Unicredit </strong>che vanno al di là dei programmi triennali: «Dovremmo prima immaginare la banca tra dieci hanno» &#8211; ha continuato &#8211; «senza costrizioni, e poi pianificare i cicli in accordo con la prospettiva a lungo termine». A taccuini chiusi Profumo ammette anche che qualcosa non ha funzionato e che si stanno pensando strategie per correggere alcuni processi. <strong>Intanto sul sito di </strong><span><strong>Unicredit è apparso questo comunicato</strong>: «<em>Si comunica che nelle sedute del 8, 9, 10, 11 e 12 febbraio 2010 saranno offerti sul Mercato Telematico Azionario di Borsa Italiana un numero di diritti di opzione non esercitati non inferiore a 297.005.168, validi per la sottoscrizione di almeno 44.550.774 azioni ordinarie UniCredit. I diritti saranno messi a disposizione degli acquirenti tramite gli intermediari autorizzati aderenti a Monte Titoli S.p.A. e permetteranno di sottoscrivere azioni ordinarie UniCredit di nuova emissione al prezzo di Euro 1,589 per azione, nel rapporto di 3 nuove azioni ordinarie UniCredit ogni 20 diritti posseduti. La sottoscrizione delle nuove azioni UniCredit dovrà essere effettuata, a pena di decadenza, entro e non oltre il 15 febbraio 2010</em>». Insomma, qualcosa si muove.</span></p>
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		<title>Finanziamenti crediti pubblica amministrazione: sbloccati altri 90 milioni</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 17:43:13 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-9639" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/01/crediti-verso-pa-300x225.jpg" alt="crediti-verso-pa" width="300" height="225" />Nell&#8217;ambito dell&#8217;accordo che, ai sensi del <strong>Decreto anticrisi</strong> varato dal Governo ed approvato dal Parlamento, hanno stipulato nei mesi scorsi l&#8217;ABI, Associazione Bancaria Italiana, e la <strong>Sace</strong>, società leader nel settore delle garanzie sul <a href="http://www.bassitassi.com/tag/credito/" target="_blank">credito</a> e nella fornitura di soluzioni per la <strong>copertura dei rischi</strong>, altre tre banche hanno aderito all&#8217;accordo che permetterà, a favore delle <strong>imprese</strong>, lo smobilizzo di complessivi 90 milioni di euro di crediti verso la Pubblica Amministrazione. A darne notizia è la Sace, precisando che le banche aderenti sono la <strong>Bper</strong>, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Iccrea e la Banca Popolare di Sondrio. Nel dettaglio, il plafond di finanziamenti, che prevede la copertura assicurativa da parte di <strong>Sace</strong>, per una quota fino al 50% dell&#8217;importo erogato, è di 20 milioni di euro per Iccrea, altrettanti per la Banca Popolare di Sondrio, e 50 milioni di euro per la <strong>Banca Popolare dell’Emilia Romagna</strong>.</p>
<p><span id="more-9635"></span>In questo modo, le imprese che vantano dei crediti verso la <strong>Pubblica Amministrazione</strong>, attraverso le tre banche che hanno siglato l&#8217;apposita convenzione con la Sace, potranno fruire di <strong>finanziamenti a breve e medio termine</strong> con una scadenza fino a massimi ventiquattro mesi; in precedenza, allo stesso modo, ai fini dello smobilizzo dei crediti verso la <strong>Pubblica Amministrazione</strong>, la Sace ha siglato delle apposite convenzioni con la Banca Monte Parma e l&#8217;istituto di credito FriulAdria in entrambi i casi per un <em><a href="http://www.bassitassi.com/tag/plafond/" target="_blank">plafond</a></em> di <strong>finanziamenti</strong> pari a 20 milioni di euro.</p>
<p>La convenzione <a href="http://www.bassitassi.com/tag/sace/" target="_blank">Sace</a>-Bper è tra l&#8217;altro valida non solo per la <strong>Capogruppo</strong>, ovverosia la Banca popolare dell’Emilia Romagna, ma anche per tutti gli altri <strong>istituti di credito controllati</strong> che sono i seguenti: Banca Popolare del Mezzogiorno, Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, Banca Popolare di Aprilia, Banca di Sassari, Banca CRV-Cassa di Risparmio di Vignola, Carispaq-Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, Banco di Sardegna, Banca della Campania e la <strong>Banca Popolare di Ravenna</strong>.</p>
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		<title>Imprese, Borsa italiana si propone come socio del fondo per le Pmi</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 11:00:41 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-9602" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/01/fondi-300x275.jpg" alt="fondi" width="300" height="275" />Se fino a qualche tempo fa, per trovare capitali necessari a rilanciare le piccole e medie imprese italiane si doveva scavare in fondo ad un pozzo, ora il fondo – almeno quello – pare esserci. Per rilanciarle è nato, appunto, <strong>un nuovo strumento finanziario. </strong>Lanciato direttamente dal <strong>Tesoro</strong> e partecipato dalla <strong>cassa depositi e prestiti</strong> (Cdp) e da tre tra le principali banche italiane (<strong>Unicredit, Monte dei Paschi di Siena e Banca Intesa</strong>). E sarà disponibile tra <strong>3-4 settimane</strong>. Questa nuova iniziativa, che si inserisce nel cambio di strategia della Cdp stessa, i cui azionisti sono, oltre al ministero dell’economia, <strong>sessantasei fondazioni</strong>, rispecchia anche le nuove idee dell’amministratore delegato <strong>Massimo Varazzani</strong>, già docente di Economia Aziendale 2, presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Cassino. Nello specifico, la società potrà partecipare a fondi comuni di <strong>investimento il cui oggetto sociale sia per fini istituzionale</strong>. <span id="more-9598"></span><strong>Nuovi fondi, quindi. Ma non solo</strong>. È previsto anche l’ingresso di minoranza del capitale, il co-investimento in altri fondi e finanziamenti subordinati e convertibili. <strong>Questo fondo, il cui scopo ha lo sviluppo del territorio attraverso infrastrutture pubbliche</strong>, cercherà di coinvolgere più enti possibili. Anche perché la rotta della Cdp sembra cambiata: <strong>ora</strong>, si punta sempre più alla <strong>ricapitalizzazione</strong> delle piccole e medie <strong>aziende con fatturato tra i dieci e cento milioni di euro</strong>. Che hanno l’interesse ad accrescere le proprie quote di mercato, soprattutto all’estero. Come detto, a sottoscrivere il primo miliardo del fondo saranno <strong>Cdp, Unicredit, Mps e Banca Intesa</strong>. <strong>Per un massimo di 14 anni</strong>. L’obiettivo? Arrivare a un capitale di tre miliardi. Ambizioso, forse. La costituzione della <strong>società di gestione del fondo (Sgr)</strong>, è prevista per metà di febbraio e l’inizio degli investimento per fine giugno. In vista, ci sono altre novità: <strong>secondo i rumor si profila come prossimo socio l’ingresso di Borsa italiana</strong>. E allora, sì, il fondo del pozzo potrà iniziare ad essere più visibile.</p>
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		<title>Pagare con il cellulare, sempre più</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 09:50:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se non si hanno contanti, se non si trova il libretto degli assegni, se la carta di credito è nell&#8217;altro portafogli un modo per pagare c&#8217;è ed è, con ogni probabilità, in tasca. É il cellulare. E lo si usa sempre di più come moneta. Nel 2009 il valore delle transazioni attraverso il telefonino è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-9449" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/01/pagamento-cellulare_t-300x193.jpg" alt="pagamento-cellulare_t" width="300" height="193" />Se non si hanno contanti, se non si trova il libretto degli assegni, se la carta di credito è nell&#8217;altro portafogli <strong>un modo per pagare c&#8217;è ed è, con ogni probabilità, in tasca. </strong><strong>É il cellulare.</strong> E lo si usa sempre di più come moneta. Nel 2009 il valore delle transazioni attraverso il telefonino è stato di quasi <strong>10 milioni di euro</strong>. E aumenterà sempre più nel giro di 2 o 3 anni. <strong>Merito dell&#8217;ultima generazione, gli smartphone</strong> come I-pod o BalckBerry, che sono sempre connessi alla rete.  Anche l<strong>&#8216;Osservatorio NFC &amp; Mobile Payment della School of Management del Politecnico di Milano</strong> &#8211; che ha analizzato oltre 200 applicazioni di <strong>mobile payment</strong> a livello internazionale e circa 100 in Italia e condotto un&#8217;indagine su 1.500 consumatori &#8211; lo conferma.  Gli acquisti si fanno  &#8211; soprattutto in modalità remota, quella non connessa a internet &#8211; con una maggiore preferenza lo shopping a basso importo. Certo, <strong>molti utilizzano i servizi anche per la solidarietà</strong> (Haiti, ad esempio), oppure servizi di pubblica utilità (come l&#8217;Ecopass).  Pochi spiccioli. <strong>Ma l&#8217;osservatorio riferisce che Il 40% del campione confessa di essere molto attirato</strong> dalla proposta di un servizio di pagamento via telefonino. Ma deve essere facile, rapido e sicuro. <strong>Soprattutto sicuro</strong>. E le aziende si muovono per «intercettare» questi nuovi possibili clienti. Parcheggi, biglietti del treno, del cinema (solo Medusa). E poi pay per view o tv satellitare. Tutto a portata di cellulare. Resta però il fatto che gli sms sono per gli italiani ancora il mezzo di comunicazione più usato. Secondo gli operatori, che l&#8217;Osservatorio definisce esercenti,  già ora ci sono risultati più che accettabili: <strong>centinata di migliaia di transazioni annuali e molti altri si stanno attivando nel medio periodo.</strong> I migliori? <strong>Trenitalia, Sky, Meridiana e Cervino.</strong> Insomma, il processo di diffusione dei servizi di «pagamento mobile» sta crescendo. Perché di questi tempi, non è importante come farsi pagare. Ma farsi pagare. In tutti i modi, cellulare compreso.</p>
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		<title>Commissioni bancarie: Consumatori preparano class action</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 17:16:55 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8924" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/01/class-action.jpg" alt="class-action" width="210" height="200" />In questo momento molti correntisti di parecchie <strong>banche italiane</strong> pagano delle commissioni salate, salatissime, per le scoperture temporanee in conto corrente, anche se lo scoperto è di un solo euro e per pochissimi giorni. Anche l&#8217;<strong>Antitrust</strong> in merito ha voluto vederci chiaro, e dopo aver effettuato un monitoraggio ha inviato al Parlamento, al Governo ed alla Banca d&#8217;Italia una <strong>segnalazione </strong>nella quale viene specificato come le commissioni bancarie introdotte dagli istituti di credito, in concomitanza con l&#8217;abolizione della <strong>commissione di massimo scoperto</strong>, siano onerose ed ancor più penalizzanti a carico dei correntisti. Della stessa idea però non appare l&#8217;<a href="http://www.bassitassi.com/tag/abi/" target="_blank">ABI</a>, <strong>Associazione Bancaria Italiana</strong>, la quale invece con una nota ufficiale ha sottolineato come gli oneri a carico dei correntisti con le nuove commissioni non siano più alti, ed ha invitato l&#8217;Antitrust ad un confronto anche per analizzare in maniera più approfondita le caratteristiche del <strong>monitoraggio</strong> effettuato dall&#8217;Autorità.</p>
<p><span id="more-8919"></span>Intanto però i <strong>Consumatori </strong>sembra abbiano rotto gli indugi e, dopo l&#8217;entrata in vigore della class action, a partire dalla giornata di ieri, 1 gennaio 2010, sono pronti ad avviare una causa collettiva risarcitoria proprio a carico e contro gli <a href="http://www.bassitassi.com/tag/banche/" target="_blank">istituti di credito</a>. La prima Associazione a muoversi in tal senso è stata il <strong>Codacons</strong>, che in particolare stima in ben 6,25 miliardi di euro la somma che le <strong>banche</strong> saranno chiamate a restituire ai correntisti; l&#8217;Associazione, infatti, stima in 25 milioni i correntisti interessati, i quali nello specifico possono partecipare, rivolgendosi al Codacons, anche visitando il <strong>sito Internet</strong>, alla class action chiedendo ciascuno un <strong>risarcimento</strong> pari a 250 euro.</p>
<p>A breve, quindi, si vedrà quale sarà l&#8217;effetto positivo ed il vantaggio dell&#8217;utilizzo della <a target="_blank" href="http://www.finanzalive.com/tag/class-action/" target="_blank">class action</a> a tutela dei <strong>consumatori</strong>, i quali fino ad ora non potevano accedere, così come avviene ad esempio negli <strong>Stati Uniti</strong>, ad uno strumento di tutela collettiva che abbatte i costi e può restituire il maltolto ai cittadini. La Legge sulla class action non prevede tra l&#8217;altro la <strong>retroattività</strong>, ragion per cui non è applicabile, ad esempio, a scandali finanziari del passato come quello legato al <strong>crac della &#8220;vecchia&#8221; Parmalat</strong>.</p>
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		<title>Mutuo e conto corrente: online le guide pratiche della Banca d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:23:06 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-8019" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/11/conto-corrente-mutuo-guida-pratica-291x300.jpg" alt="conto-corrente-mutuo-guida-pratica" width="291" height="300" />A partire dalla giornata di ieri, per i privati, le famiglie e per chiunque ne volesse sapere di più in materia di mutui e di conti correnti, la <strong>Banca d&#8217;Italia</strong> ha pubblicato on line, sul proprio <strong>sito Internet</strong>, due guide pratiche: quella sul conto corrente è intitolata &#8220;<em>Il conto corrente in parole semplici</em>&#8220;, e quella sul mutuo &#8220;<em>Il mutuo per la casa in parole semplici</em>&#8220;; in questo modo, tutti possono acquisire le <strong>informazioni</strong> per capire come scegliere un <a href="http://www.bassitassi.com/tag/mutui/" target="_blank">mutuo</a> e/o un conto corrente, quali sono gli aspetti su cui fare attenzione prima di aprire un conto o stipulare un <strong>finanziamento immobiliare</strong>, e quali sono i diritti del correntista e del mutuatario e, nel caso, come farli valere magari nel caso in cui dovessero sorgere delle <strong>controversie</strong>.</p>
<p><span id="more-8014"></span></p>
<p>Nella guida pratica &#8220;<a target="_blank" href="http://www.bancaditalia.it/media/notizie/Guide_pratiche" target="_blank">Il conto corrente in parole semplici</a>&#8221; c&#8217;è una sezione con le domande di base, quella su come scegliere il conto, i diritti e le <strong>attenzioni del cliente</strong>, i contatti utili ed il <strong>conto corrente</strong> dalla A alla Z. Nella guida &#8220;<a target="_blank" href="http://www.bancaditalia.it/media/notizie/Guide_pratiche" target="_blank">Il mutuo per la casa in parole semplici</a>&#8220;, invece, viene allo stesso modo spiegato, con parole semplici, il mutuo per la <a href="http://www.bassitassi.com/tag/casa/" target="_blank">casa</a>, dalla richiesta e fino ad arrivare alla stipula con tanto di <strong>contatti utili</strong> nel caso in cui si debbano sporgere dei reclami o sorga la necessità da parte del <strong>mutuatario</strong> di avere dei chiarimenti.</p>
<p>Le due <strong>guide</strong>, scaricabili on line, saranno inoltre disponibili in versione cartacea dall&#8217;1 gennaio del prossimo anno presso tutti gli intermediari che offrono alla propria clientela conti correnti e/o <strong>mutui ipotecari</strong>. L&#8217;iniziativa della Banca d&#8217;Italia rientra nell&#8217;ambito delle iniziative, a favore dei <a target="_blank" href="http://www.finanzalive.com/tag/consumatori/" target="_blank">consumatori</a>, finalizzate ad assicurare da un lato la massima trasparenza in materia di <strong>servizi finanziari</strong> e bancari, e dall&#8217;altro aiutare i cittadini, nella conoscenza dei prodotti più comuni e diffusi che offre il sistema bancario e finanziario, in modo tale che questi al riguardo possano fare delle <strong>scelte consapevoli</strong>.</p>
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		<title>Prestito &#8220;Ad Honorem&#8221; per i corsi universitari</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 19:08:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al fine di poter studiare tranquillamente, senza particolari problemi economici, ma anche con l&#8217;obiettivo di inserirsi con altrettanta tranquillità nel mondo del lavoro, il sistema bancario in Italia offre alcune interessanti opportunità, per gli studenti universitari, di stipulare un prestito &#8220;Ad Honorem&#8221;; questo, in particolare, è ottenibile rivolgendosi al proprio Ateneo che in merito fornirà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4239" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/06/prestiti-fiduciari.jpg" alt="prestiti-fiduciari" width="250" height="250" />Al fine di poter <strong>studiare tranquillamente</strong>, senza particolari problemi economici, ma anche con l&#8217;obiettivo di inserirsi con altrettanta tranquillità nel mondo del lavoro, il <strong>sistema bancario</strong> in Italia offre alcune interessanti opportunità, per gli studenti universitari, di stipulare un prestito &#8220;Ad Honorem&#8221;; questo, in particolare, è ottenibile rivolgendosi al proprio <strong>Ateneo</strong> che in merito fornirà al riguardo le relative informazioni. Tra le banche che offrono il prestito &#8220;Ad Honorem&#8221; c&#8217;è anche il colosso bancario <a href="http://www.bassitassi.com/tag/unicredit-banca/" target="_blank">Unicredit</a>, che grazie a delle<em><strong> partnership</strong></em> stipulate con alcuni Atenei permette agli <strong>studenti universitari</strong> di ottenere il prestito e di iniziarlo a pagare anche dopo cinque anni dall&#8217;erogazione della somma.</p>
<p><span id="more-7924"></span></p>
<p>Il <strong>giovane universitario</strong> che contrae il <a href="http://www.bassitassi.com/category/prestiti/prestito-donore/" target="_blank">prestito d&#8217;onore</a>, infatti, non paga le rate fino ad un periodo pari a ben tre anni, in modo tale da poter studiare serenamente fruendo del <strong>credito concesso</strong>; una volta passato tale periodo, il giovane studente può eventualmente prendersi altri due anni di tempo attraverso un &#8220;periodo di grazia&#8221;, della durata massima di due anni, nel corso del quale a maturare sul <strong>prestito</strong> concesso dalle banche del gruppo Unicredit saranno solamente gli interessi. Trascorso il periodo di grazia, il prestito sarà poi rimborsabile a rate fino a quindici anni, comprendendo il <strong>periodo di grazia</strong>.</p>
<p>Il <a href="http://www.bassitassi.com/category/prestiti/finanziamento/" target="_blank">finanziamento</a> &#8220;Ad Honorem&#8221; di Unicredit funziona nella maniera seguente: la <strong>Banca </strong>concede al giovane universitario una linea di credito su un conto corrente aperto presso l&#8217;Istituto e per un ammontare che è funzione del <strong>corso di studi</strong> che si frequenta; al termine del periodo di fruizione che, lo ricordiamo, può variare da uno a tre anni, la somma utilizzata dallo studente, unitamente agli <strong>interessi maturati</strong>, si trasforma in un prestito personale. A questo punto, come accennato, lo studente può avvalersi del periodo di grazia, per massimi due anni, oppure iniziare a <strong>rimborsare il prestito</strong> personale con rate mensili e con un <strong>piano di ammortamento</strong> che può arrivare fino a 15 anni.</p>
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		<title>Carte di credito, Bancomat e revolving: 74 milioni in circolazione</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 14:51:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bancomat]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel nostro Paese le carte bancarie in circolazione, ovverosia il cosiddetto &#8220;denaro di plastica&#8221;, sono la bellezza di 74 milioni; il dato, fornito dall&#8217;ABI in base ad un ultimissimo rapporto sulla moneta elettronica e sul suo utilizzo nel nostro Paese, mette in evidenza come la diffusione del denaro di plastica in Italia sia crescente, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7796" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/11/carte-revolving-bancomat.jpg" alt="carte-revolving-bancomat" width="300" height="197" />Nel nostro Paese le <strong>carte bancarie</strong> in circolazione, ovverosia il cosiddetto &#8220;denaro di plastica&#8221;, sono la bellezza di 74 milioni; il dato, fornito dall&#8217;ABI in base ad un ultimissimo rapporto sulla <strong>moneta elettronica</strong> e sul suo utilizzo nel nostro Paese, mette in evidenza come la diffusione del denaro di plastica in Italia sia crescente, ma ciò nonostante rimaniamo sotto la <strong>media europea</strong>. Entrando nel dettaglio, dei 74 milioni di carte bancarie, ben 33,5 milioni sono carte di credito, con un incremento del 10% nel 2008 rispetto all&#8217;anno precedente; un vero e proprio boom lo registrano le <strong>carte di credito prepagate</strong> con un rialzo del 20% a quota 4 milioni, mentre ben 29 milioni in circolazione sono <strong>Bancomat </strong>con un incremento del 5% rispetto al 2007; pollice verso, invece, per le <a href="http://www.bassitassi.com/category/carte-di-credito/carta-revolving/" target="_blank">carte di credito revolving</a> con 3,6 milioni di<strong> esemplari</strong> e con un calo del 17% rispetto al 2007.</p>
<p><span id="more-7790"></span></p>
<p>Ma a fronte di queste 74 milioni di carte presenti nel <strong>portafoglio</strong> degli italiani, il loro utilizzo è tale che solo il 51% delle carte di credito revolving lo scorso anno hanno effettuato almeno una <strong>transazione</strong>; allo stesso modo, il 52% delle <a href="http://www.bassitassi.com/tag/carte-di-credito/" target="_blank">carte di credito</a> in circolazione lo scorso anno ha effettuato almeno una transazione, mentre per il Bancomat e per le <strong>prepagate</strong> la percentuale di utilizzo balza, rispettivamente, al 90% ed all&#8217;86%.</p>
<p>In sostanza, quindi, alla diffusione delle <strong>carte bancarie</strong> in Italia non corrisponde poi un effettivo ed un pieno utilizzo; di conseguenza, anche per questo, il circuito Pago<a href="http://www.bassitassi.com/tag/bancomat/" target="_blank">Bancomat</a> sta mettendo a punto una <strong>campagna di informazione e di comunicazione</strong> a favore delle famiglie e dei cittadini/consumatori al fine di illustrare i vantaggi offerti dalla <strong>moneta elettronica</strong> in termini di comodità e sicurezza rispetto al contante; l&#8217;utilizzo delle carte di credito, tra l&#8217;altro, offre l&#8217;opportunità di poter gestire al meglio il <strong>bilancio familiare</strong> grazie al fatto che gli addebiti vengono effettuati in corrispondenza di un determinato giorno del mese.</p>
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		<title>Conto corrente: spazio al telefono, Internet e cellulare</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 15:05:50 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Conti Correnti]]></category>
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		<category><![CDATA[sportello bancario]]></category>
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		<description><![CDATA[Andare la mattina in banca, magari cinque minuti prima dell&#8217;apertura della filiale, per mettersi in fila fuori dalla porta, è un&#8217;abitudine sempre meno frequente da parte degli italiani, i quali sempre di più stanno utilizzando per entrare in banca i canali alternativi: da Internet al telefono di casa e passando per il telefonino e lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7782" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/11/phone-banking.jpg" alt="phone-banking" width="300" height="228" />Andare la mattina in <strong>banca</strong>, magari cinque minuti prima dell&#8217;apertura della filiale, per mettersi in fila fuori dalla porta, è un&#8217;abitudine sempre meno frequente da parte degli italiani, i quali sempre di più stanno utilizzando per <strong>entrare in banca</strong> i canali alternativi: da Internet al telefono di casa e passando per il telefonino e lo sportello ATM evoluto, quello presente fuori dalla filiale, o all&#8217;interno, che permette di effettuare tante <strong>operazioni bancarie</strong> senza fare la fila alla cassa. In base all&#8217;ultimissimo rapporto dell&#8217;ABI, Associazione Bancaria Italiana, non a caso, in Italia c&#8217;è il 42% dei <strong>conti correnti</strong> detenuti dai cittadini italiani che ha attivo almeno uno dei canali alternativi sopra citati. Pagare le tasse, le bollette, ricaricare il cellulare, effettuare <strong>bonifici</strong>, comprare e vendere titoli <a href="http://www.bassitassi.com/tag/azioni/" target="_blank">azionari</a> ed obbligazionari; sono queste ed altre le operazioni che gli italiani sempre più di frequente effettuano con i <strong>canali alternativi</strong> al classico sportello bancario.</p>
<p><span id="more-7776"></span></p>
<p>Chi è bravo con Internet utilizza i servizi di <strong>home banking</strong>, mentre chi magari con il <a href="http://www.bassitassi.com/tag/computer/" target="_blank">computer</a> non ha tanta dimestichezza alza la cornetta del telefono di casa o usa il telefonino per parlare con un <strong>operatore</strong> o per utilizzare i servizi informativi e dispositivi con risponditore automatico. D&#8217;altronde, in questi ultimi anni, le banche hanno agevolato il processo di migrazione dalla banca &#8220;fisica&#8221; a quella &#8220;virtuale&#8221; garantendo costi più bassi per l&#8217;accesso e l&#8217;utilizzo dei <strong>canali alternativi</strong>.</p>
<p>Se infatti, ad esempio, un <strong>bonifico</strong> in banca può costare da uno a quattro euro, con la banca online o quella telefonica i costi si dimezzano e molte volte addirittura l&#8217;operazione è gratuita. Questo favorisce la multicanalità e l&#8217;abbattimento dei <strong>costi a carico del correntista</strong> che oramai, spesso proprio grazie alle banche che operano esclusivamente online, può aprire <a target="_blank" href="http://www.bassitassi.com/tag/conto-corrente/" target="_blank">conti correnti</a> pagando ogni anno, escludendo le imposte di <a href="http://www.fiscoetributi.com/tag/bollo/" target="_blank">bollo</a> trimestrali dovute per <strong>Legge</strong>, solamente una manciata di euro.</p>
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		<title>Finanziamenti e agevolazioni sul credito per le PMI romane</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 18:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fil</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamento]]></category>
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		<category><![CDATA[bnp paribas]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[istituti di credito]]></category>
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		<description><![CDATA[A Roma l&#8217;Amministrazione comunale è scesa in campo a favore delle piccole e medie imprese della Capitale che sono in difficoltà sia a causa della crisi economica e finanziaria, sia a seguito della stretta creditizia e dei crediti verso fornitori che devono ancora essere incassati. A presentare queste due importanti iniziative nel Comune di Roma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7762" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2009/11/finanziamenti-pmi-roma.jpg" alt="finanziamenti-pmi-roma" width="300" height="204" />A <strong>Roma </strong>l&#8217;Amministrazione comunale è scesa in campo a favore delle piccole e medie imprese della Capitale che sono in difficoltà sia a causa della <a href="http://www.bassitassi.com/tag/crisi-economica/" target="_blank">crisi economica</a> e finanziaria, sia a seguito della <strong>stretta creditizia</strong> e dei crediti verso fornitori che devono ancora essere incassati. A presentare queste due importanti iniziative nel Comune di Roma sono stati <strong>Sergio Marchi</strong>, Assessore alla Mobilità, e <strong>Maurizio Leo</strong>, Assessore al Bilancio della Capitale; complessivamente, tra misure di anticipazioni sul credito, e nuovi finanziamenti, le due iniziative &#8220;sbloccano&#8221; <strong>risorse</strong> per complessivi 629 milioni di euro. Entrando nel dettaglio, grazie ad un accordo tra il Comune di Roma e le banche, sono a disposizione delle <strong>piccole e medie imprese</strong> capitoline in difficoltà crediti per complessivi 128 milioni di euro, erogabili dagli istituti di credito potendo far leva su un <strong>fondo di garanzia</strong>, con una dotazione pari ad otto milioni di euro, che è stato costituito dall&#8217;Amministrazione capitolina attraverso <strong>Banca Impresa Lazio</strong>.</p>
<p><span id="more-7756"></span></p>
<p>Buone notizie arrivano anche per le oltre 500 <strong>imprese</strong> che operano come fornitori, o come società in subappalto, nella costruzione delle linee B1 e C della <strong>metropolitana di Roma</strong>; il Comune, grazie ad un&#8217;intesa sottoscritta con Isitalia, appartenente al gruppo bancario <a href="http://www.bassitassi.com/tag/bnl/" target="_blank">BNL-Bnp Paribas</a>, e con Roma Metropolitane, permetterà lo sblocco di ben 500 milioni di euro di <strong>crediti</strong> che le imprese potranno incassare senza bisogno di attendere il saldo delle fatture da parte delle <strong>imprese appaltatrici</strong>.</p>
<p>Le imprese in subappalto, quindi, potranno incrementare <strong>l&#8217;elasticità di cassa</strong> grazie all&#8217;anticipazione sul <a href="http://www.bassitassi.com/tag/credito/" target="_blank">credito</a> che, caso più unico che raro in Italia, viene offerta da un committente pubblico. L&#8217;anticipazione sul credito per le oltre 500 <strong>imprese in subappalto</strong> non rappresenta solo una boccata d&#8217;ossigeno, ma permette loro di evitare di dover ricorrere all&#8217;<strong>accesso al credito</strong> nonostante abbiano dei crediti da incassare che, come spesso è accaduto in generale in questi mesi, vengono saldati in forte ritardo.</p>
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