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	<title>BassiTassi &#187; Assicurazioni</title>
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		<title>Polizze più care a chi usa il web 2.0? In UK è già così</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 10:55:59 +0000</pubDate>
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Potrebbe arrivare presto anche in Italia. E allora, forse, conviene spegnere il pc e lasciar perdere tutti i social network. Sì, perché oltre il furto, ora si prevede anche la beffa. In Gran Bretagna ne già sanno qualcosa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright size-medium wp-image-10431" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/02/twitter-300x229.jpg" alt="twitter" width="300" height="229" />Potrebbe arrivare presto anche in Italia. E allora, forse, conviene spegnere il pc e lasciar perdere tutti i social network. </strong>Sì, perché oltre il furto, ora si prevede anche la beffa. In Gran Bretagna ne già sanno qualcosa. <strong>Gli utenti &#8220;reali&#8221; di social network come Facebook e Twitter potrebbero finire con il pagare di più per l&#8217;assicurazione sulla casa </strong>e i beni perché i messaggi che inviano su internet possono essere utilizzati dai ladri per scoprire quando sono fuori. <strong>Darren Black, direttore di Confused.com, </strong>un sito che mette a confronto le varie polizze assicurative e i loro prezzi, dichiara che il costo di una polizza potrebbe aumentare fino al 10%. «<strong>I criminali utilizzano metodi sempre più sofisticati per raccogliere informazioni</strong>, impiegando addirittura siti come Google Earth e Streetview per progettare i loro furti con precisione militare. <span id="more-10427"></span>Gli assicuratori stanno iniziando a prendere in considerazione tutto questo e potrebbe accadere che alcune richieste di pagamento danni vengano rifiutate, nel caso la società assicurativa ritenga che il cliente è stato negligente». I media britannici, nei giorni scorsi, avevano puntato la loro attenzione su sito internet danese, Pleaserobme.com, che avverte gli utenti quando i loro messaggi sui siti possono esporli al rischio di furti in casa. Il sito analizza i dati provenienti da Twitter e Facebook. <strong>E da noi? </strong>Da noi qualcuno sta aprendo a questa possibilità, anche se tutto (o quasi) in gran segreto. La questione è spinosa perché dal punto di vista legislativo, il nostro codice non prevede ancora norme precise per i dati sensibili presenti sui social network. <strong>Ecco che, in via preventiva, il garante della privacy ha rilasciato una dichiarazione che chiude ad ogni tentativo di sfruttamento </strong>– se così si può definire – da parte delle compagnie assicurative. C’è da scommettere, però, che il modello inglese può rappresentare un precedente. Insomma, bisogna iniziare a pensare di essere prudenti. Non solo chiudendo bene porte e finestre. Ma anche quando si aggiorna il proprio status.</p>
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		<title>Milano Assicurazione, flessione preoccupante</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 09:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche Milano Assicurazioni è in flessione. Un flessione preoccupante. La scorsa settimana la capogruppo Fondiaria-Sai aveva deluso le attese del mercato, annunciando una raccolta premi inferiore alle attese. Ora i dati del gruppo Ligresti mostrano una contrazione sia nel ramo vita che nei danni. E così le azioni della compagnia assicurativa hanno perso oltre l&#8217;1 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-10412" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/02/mani-300x188.jpg" alt="Handshake" width="300" height="188" />Anche Milano Assicurazioni è in flessione</strong>. Un flessione preoccupante. La scorsa settimana la capogruppo Fondiaria-Sai aveva deluso le attese del mercato, annunciando una raccolta premi inferiore alle attese. <strong>Ora i dati del gruppo Ligresti mostrano una contrazione sia nel ramo vita che nei danni</strong>. E così le azioni della compagnia assicurativa hanno perso oltre l&#8217;1 percento scivolando a 2,03 euro, per una capitalizzazione di mercato di 1,19 miliardi di euro. <strong><span id="more-10410"></span>Nel 2009 la raccolta premi della Milano Assicurazioni spa è scesa del 4,2 percento a 3.294 milioni</strong>. I premi sono inoltre diminuiti: un calo che è in linea con l&#8217;andamento del mercato italiano. Anche per le rc auto c’è un crollo verticale. Servono, quindi, ripari. <strong>La società ha inoltre annunciato che il numero dei sinistri e l&#8217;entità dei danni risarciti lo scorso anno sono aumentati soprattutto nel centro-sud. </strong>Ma il segno più pesante viene dal ramo vita, dove i premi emessi sono crollati a 482 milioni (-13,2% rispetto al 2008), per effetto della forte contrazione registrata nel collocamento di polizze connesse con Fondi di investimento e indici (-82,9%) e a causa del calo della raccolta di contratti di pura capitalizzazione (-11,6%). La raccolta premi consolidata del lavoro diretto a livello di gruppo si è invece attestata a 3.624 milioni (-11,4%): <strong>il dato considera solo il business effettuato dal gruppo Liguria</strong> (consolidato dal gennaio 2009 che ha contribuito per 294 milioni nel 2008). Pertanto, considerato il suo insieme, i premi mostrerebbero una contrazione del 4%. Il cda che ha esaminato i dati preliminari del 2009 ha fissato la convocazione dell&#8217;assemblea per l&#8217;approvazione del bilancio il 22 aprile (e il 23 in seconda convocazione). <strong>Questi risultati tutti in calo</strong>, e l&#8217;aumento dei sinistri registrato nel 2009, <strong>rischiano di pregiudicare gli utili della controllata di Fondiaria-Sai</strong>. Gli analisti avevano stime superiori ai risultati: tra questi gli esperti di Equita, che su Milano Assicurazioni hanno un giudizio di hold (mantenere) con un prezzo obiettivo di 2,8 euro per azione.</p>
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		<title>Cambiare la ruota? Qualcuno si assicura</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 10:30:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Assicurazione Auto]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualcosa di appuntito sulla strada, un marciapiede preso in velocità, lo scherzo di un bullo. La ruota squarciata. E ora? Ora bisogna cambiarla. Ma siamo davvero sicuri di saperlo fare? Secondo un’indagine condotta da TNS Italia per conto della compagnia di assicurazioni Assicurazione.it, oltre 6 milioni di guidatori italiani non sanno sostituire da soli uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-10215" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/02/ruota-300x192.jpg" alt="ruota" width="300" height="192" />Qualcosa di appuntito sulla strada, un marciapiede preso in velocità, lo scherzo di un bullo. La ruota squarciata. E ora? Ora bisogna cambiarla. Ma siamo davvero sicuri di saperlo fare? Secondo un’indagine condotta da <strong>TNS Italia </strong>per conto della compagnia di assicurazioni Assicurazione.it, oltre 6 milioni di guidatori italiani non sanno sostituire da soli uno pneumatico forato. Eppure può capitare, eccome. Secondo l&#8217;analisi lo sguardo a punto di domanda davanti alla ruota bucata si posa almeno 2-3 volte nel corso della propria &#8220;carriera di automobilista&#8221;. «Cambiare una ruota? E che ci vuole». <span id="more-10212"></span>Non è proprio così se è vero che u<strong>n quarto degli intervistati ha dichiarato di non essere in grado di effettuare l’operazione</strong>. Cosa fare, allora, oltre che farsi prendere dal panico? Gli uomini che restano con la vettura in panne preferiscono rivolgersi soprattutto agli amici – 74 per cento degli intervistati – mentre le donne chiedono aiuto in maniera prevalente al partner – 47 per cento – oppure ad automobilisti di passaggio; in questo caso la percentuale è del 29 per cento.  C&#8217;è chi vuole andare sul sicuro: quasi un milione e mezzo sono quelli che hanno preferito chiedere l’intervento del soccorso stradale – cioè il carro attrezzi – con la metà che ha pagato in proprio le spese, spendendo solo per la chiamata fino a 90 euro. Tra i dati analizzati da TNS Italia e da Assicurazione.it figurano anche quelli relativi alle categoria professionali maggiormente previdenti: la quota più elevata di polizze per l’assistenza stradale è stata sottoscritta  da  dirigenti – 9,45 per cento – quindi, con quasi il 9 per cento, da medici; previdenti anche gli impiegati, con poco più dell’8 per cento di polizze sottoscritte.  Assolutamente “insensibili” alle conseguenze di un’eventuale panne sono gli ecclesiastici: solo lo 0,5 per cento ha stipulato in contratto di assicurazione per l’assistenza stradale.  Tanto da lassù, una mano, arriva sempre.</p>
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		<title>Assicurazioni Genali, si muove il gotha della finanza</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 09:00:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualcosa nelle Generali, si muove. Nella sede triestina dell’istituzione assicurativa più importante del Paese sono da tempo cominciati i giochi per l’avvicendamento di Antoine Berhneim, 85 anni e dal ‘95 presidente del Leone, ora con un fatturato superiore agli 828 milioni di euro (anno 2008). Dentro la compagnia assicurativa c’è tutto il gotha dell’alta finanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10111" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/02/generali.jpg" alt="generali" width="280" height="267" />Qualcosa nelle <strong>Generali</strong>, si muove. Nella sede triestina dell’istituzione assicurativa più importante del Paese sono da tempo cominciati <strong>i giochi per l’avvicendamento di Antoine Berhneim</strong>, 85 anni e dal ‘95 presidente del Leone, ora con un fatturato superiore agli 828 milioni di euro (anno 2008). Dentro la compagnia assicurativa c’è tutto il <strong>gotha dell’alta finanza e imprenditoria italiana</strong>. Soprattutto <strong>Mediobanca</strong>, principale azionista e unica merchant bank del Paese con il 14,76%, ma anche la <strong>Banca d’Italia</strong> con il 4,49% e il gruppo Unicredit 2,98%. Ma anche il gruppo <strong>Caltagirone</strong>, holding operante nei settori dell’edilizia, del cemento, dell’immobiliare e dell’editoria sta man mano acquisendo prestigio e peso azionario all’interno di <strong>Generali</strong> (nel giro di un anno il gruppo del “<strong>Calta</strong>” ha sfondato la soglia del 2%). <span id="more-10107"></span>Ecco perché l’intervista rilasciata a <strong>Il Foglio da Francesco Gaetano Caltagirone</strong>, presidente dell’omonimo gruppo, è più di un segnale che gli equilibri tra Generali, piazzetta Cuccia e tutto il sistema bancario del nostro Paese sta virando laddove l’attuale establishment politico ha tutto l’interesse che viri. <strong>Il grande Vecchio della finanza italiana</strong> è ormai da qualche tempo quel Geronzi che, partendo dal Banco di Roma e passando per <strong>Capitalia</strong> (poi finita per incorporazione dentro <strong>Unicredit</strong>, soprattutto per suo volere, ndr) è riuscito nel 2007 a sedere nel ruolo-chiave della finanza italiana: la presidenza di Mediobanca, banca d’affari che raccoglie e gestisce tutto il denaro della grandi famiglie imprenditoriali del nostro Paese. Caltagirone ha sottolineato che «<strong>c’è sintonia con Geronzi</strong>, anche se questo non significa che prima di fare un investimento ci dobbiamo consultare», si è affrettato ad aggiungere per smorzare i rumors dei più maliziosi che dietro l’ascesa del suo gruppo nella composizione azionaria di Generali vedono un cambio al vertice del Leone. «È troppo presto per parlare della sua candidatura al vertice del gruppo triestino», ha aggiunto Caltagirone. Ma dietro ad ogni smentita, c’è sempre una parvenza di verità. E forse dietro questa apertura a Geronzi il suocero di <strong>Casini</strong> (la figlia Azzurra è sposata con il leader Udc, ndr) sta aspettando una contropartita dal premier. Che sia la candidatura di <strong>Adriana Poli Bortone</strong> a governatrice della Puglia? Assicurazioni e non solo, quindi.</p>
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		<title>Ania, subito task force contro le frodi</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 16:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Le truffe alle assicurazioni. Da sempre. Tanto, ci penserà qualcun altro, si pensa. E invece. Invece non sarà più così grazie alla proposta dell’Ania, l’associazione dei consumatori, che vuol dare vita ad una vera e propria “task force” per combattere le truffe alle assicurazioni. «La proposta dell&#8217;Ania di istituire un&#8217;agenzia antifrode per i sinistri auto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10100" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/02/assicurazioni.jpg" alt="assicurazioni" width="239" height="212" />Le truffe alle assicurazioni. Da sempre. Tanto, ci penserà qualcun altro, si pensa. E invece. <strong>Invece non sarà più così grazie alla proposta dell’Ania, </strong>l’associazione dei consumatori, che vuol dare vita ad una vera e propria <strong>“task force” </strong>per combattere le truffe alle assicurazioni. «<strong>La proposta dell&#8217;Ania di istituire un&#8217;agenzia antifrode </strong>per i sinistri auto è senz&#8217;altro condivisibile, – ha detto <strong>Massimiliano Dona, </strong>segretario generale dell&#8217;Unione Nazionale Consumatori &#8211; a patto che non sia la solita operazione di facciata. È bene ricordare che in <strong>ogni compagnia di assicurazione che si rispetti c&#8217;è un ufficio antifrode, </strong>perché le truffe ci sono sempre state e sempre ci saranno. In realtà, finora è mancata la volontà di combatterle seriamente, perché è molto più facile aumentare i prezzi delle polizze, facendo così pagare agli assicurati onesti i costi delle truffe». <span id="more-10098"></span><strong>Un tema che sta a cuore a tutti visti gli interessi coinvolti. </strong>E a tendere l’orecchio sono soprattutto gli automobilisti, molto spesso vittime di vari raggiri. «Secondo un&#8217;indagine dell&#8217;Isvap riferita ai dati del 2005  -  prosegue Dona &#8211; in Italia sarebbero associati ad attività fraudolente oltre novantamila sinistri l&#8217;anno, il 3 per cento del totale, contro il 5 per cento della Francia ed il 10 per cento della Gran Bretagna. <strong>Se, come sostiene l&#8217;Ania, il dato relativo all&#8217;Italia non è veritiero, </strong>qual è allora quello rispondente alla realtà? La risposta è fondamentale, dato che, da quando il mercato delle assicurazioni è stato liberalizzato nel 1994, l&#8217;incidenza della sinistrosità fraudolenta sui prezzi è diventata un fattore importantissimo, in quanto determina la differenza di prezzo di una polizza tra una provincia e l&#8217;altra e quindi fornisce la giustificazione degli aumenti tariffari che hanno reso <strong>l&#8217;Italia negli ultimi 15 anni il paese con le polizze RC Auto più care d&#8217;Europa». </strong>Insomma, l’Ania ci prova. Per evitare altre truffe e per alleggerire il costo delle polizze. Almeno così si spera.</p>
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		<title>Sindacati: &#8220;Rc auto più cara&#8221;. Verdone (Ania): &#8220;No, non è vero&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 09:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il loro dossier parla chiaro: costi Rc auto in aumento, coperture diminuite. Con buona pace di automobilisti e motociclisti che, ingabbiati da clausole e norme poco chiare, molto spesso sono costretti a pagare più di quanto dovrebbero. A lanciare l’allarme sono Sna, Uea, Unapass, i sindacati di categoria. Una denuncia che non parte dalle associazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-9888" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/02/incidente.jpg" alt="incidente" width="265" height="199" />Il loro dossier parla chiaro: <strong>costi Rc auto in aumento, </strong>coperture diminuite. Con buona pace di automobilisti e motociclisti che, ingabbiati da clausole e norme poco chiare, molto spesso sono costretti a pagare più di quanto dovrebbero. A lanciare l’allarme sono Sna, Uea, Unapass, i sindacati di categoria. Una denuncia che non parte dalle associazioni dei consumatori, ma dal mondo stesso delle assicurazioni. «L&#8217;<strong>indagine su 72 compagnie assicurative presenti in Italia </strong>ha evidenziato come manchi una vera trasparenza verso il consumatore e rilevato alcune lacune nell&#8217;ambito delle condizioni generali che destano stupore» ha detto <strong>Marco Temellini </strong>(Sna). <span id="more-9886"></span>Facciamo un esempio: <strong>se un automobilista provoca un incidente, </strong>ma ha dimenticato di rinnovare la patente, è quasi certo che sia l’<strong>automobilista stesso a tirar fuori i quattrini</strong>. Di tasca propria. «Serve uno standard minimo di condizioni incluse nel contratto per valutare e comparare realmente le offerte proposte dalle compagnie &#8211; propone <strong>Giovanni Metti, </strong>presidente nazionale Sna, &#8211; e orientare i cittadini alla scelta. Non può essere solo il costo della polizza l&#8217;elemento di confronto, perché non esprime i reali contenuti e condizioni dell&#8217;assicurazione che si va a sottoscrivere». I sindacati non si fermano qui. Troppi codici, troppe scappatoie – spesso incomprensibili ai più – possono ingannare. Tutto marcio? No, secondo <strong>Vittorio Verdone </strong>direttore auto dell’Ania (associazione delle imprese assicurative): «Garanzie ed esclusioni di rivalsa sono più ampie di quelle previste dalla normativa &#8211; ha detto Verdone nel suo intervento al convegno di Sna, Unie e Unapass &#8211; <strong>Anzi, le garanzie si sono estese e non ridotte, </strong>come nel caso di sinistri in aree private. La copertura è facoltativa, non dovuta, eppure viene prevista dalle compagnie. Insomma, le condizioni sono migliorative e i prezzi negli ultimi anni si sono ridotti. Ci vuole maggior chiarezza, pur con il necessario tecnicismo».</p>
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		<title>Nella rete delle assicurazioni: quando internet può far risparmiare</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 09:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rete. Non quella da pesca, sia chiaro, ma internet. Cosa vi fa venire in mente? Le mail, le comunicazioni, Facebook, Youtube e il web 2.0. Probabilmente &#8211; almeno non subito &#8211; non penserete alla finanza multicanale. Quella che permette di risolvere alla radice molti problemi. Prendiamo la tempistica. Decisamente inferiore rispetto agli interventi personali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-9817" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/02/assicurazione-300x196.jpg" alt="assicurazione" width="300" height="196" />La rete. Non quella da pesca, sia chiaro, ma internet. Cosa vi fa venire in mente? Le mail, le comunicazioni, Facebook, Youtube e il web 2.0. Probabilmente &#8211; almeno non subito &#8211; non penserete alla <strong>finanza multicanale</strong>. Quella che permette di risolvere alla radice molti problemi. Prendiamo la tempistica. Decisamente inferiore rispetto agli interventi personali di un agente in carne e ossa, se fatta via web. Molti prodotti finanziari sono oggi <strong>acquistabili on-line</strong>. I più conosciuti sono conti corrente e carte di credito, ma c&#8217;è tutto un mare in cui usare la rete. <strong>Sono le assicurazioni</strong>. Sulla vita, a risparmio, delle moto, delle auto, delle barche. Molto spesso, poi, se si guarda bene si possono trovare anche sconti sulle polizze. Ma non solo. Assistenza via mail, chat o telefono, attiva anche nei fine settimana e festivi. Tutto perfetto? Quasi. <span id="more-9815"></span>Se la connessione non offre garanzie &#8211; e succede soprattutto al centro-sud, dove il problema dell&#8217;ultimo miglio (la disputa sulle attivazioni adsl tra Telecom Italia e gli altri gestori, ndr) è ancora molto diffuso &#8211; possono nascere diversi problemi. Assistenza a singhiozzo, difficoltà a spedire gli allegati, la riservatezza dei dati personali. E per fugare ogni dubbio e scacciare qualche paura informatica abbiamo deciso di scegliere tre compagnie assicurative on-line.  <strong>Direct line, Zurich Connect e Quixa Assicurazioni</strong>.<br />
<strong>Direct line</strong> ha una home-page bianco rossa. La prima cosa che salta all&#8217;occhio è la voce &#8220;preventivi&#8221;. Trattandosi di auto e moto è forse l&#8217;aspetto più importante. Voto 7. <strong>Zurich Connect</strong> è invece meno intuitivo. Troppi clic separano il navigatore dall&#8217;informazione. Voto 6. Il migliore ci è sembrato <strong>Quixa Assicurazioni</strong> a cui diamo 7,5. Semplice, cerca di catturare l&#8217;attenzione con un volto: il vostro agente in carne e bit. Partono i video on demand per spiegare «in un minuto di tempo» di che cosa si sta parlando. Funziona sempre. Per un attimo ci sentiamo caduti nella rete, verrebbe da dire. Non di una trappola però. Ma di un servizio che permette di fare tutto via casa. Connessione permettendo.</p>
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		<title>Assicurazioni, aumenti del 15% sulla RC auto</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 12:30:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Assicurazione Auto]]></category>
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		<category><![CDATA[RC Auto]]></category>

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		<description><![CDATA[Assicurazioni auto, pessime notizie per gli utenti. Secondo un comunicato pubblicato dalla Federconsumatori, infatti, nel 2010 sono previsti dei rincari che, in media, arrivano a sfiorare il 15 per cento rispetto allo scorso anno. “E gli aumenti si aggiungono a quelli degli ultimi anni” scrive l&#8217;associazione dei consumatori sul proprio sito internet. Ma il dato più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignright size-medium wp-image-9220" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/01/rc_auto1-300x196.jpg" alt="rc_auto" width="300" height="196" /><strong>Assicurazioni</strong> <strong>auto</strong>, pessime notizie per gli utenti. Secondo un comunicato pubblicato dalla <strong>Federconsumatori</strong>, infatti, nel <strong>2010</strong> sono previsti dei <strong>rincari</strong> che, in media, arrivano a sfiorare il <strong>15 per cento</strong> rispetto allo scorso anno. “E gli aumenti si aggiungono a quelli degli ultimi anni” scrive l&#8217;associazione dei consumatori sul proprio sito internet. Ma il dato più agghiacciante riguarda il <strong>+170</strong> per cento degli aumenti se si considerano gli ultimi 14 anni. E come se non bastasse, la Federconsumatori accusa <strong>l&#8217;Ania</strong>, l&#8217;associazione che riunisce le compagnie assicuratrici: “In questa situazione, già gravissima di per sé, arrivano anche le inaccettabili dichiarazioni dell&#8217;Ania che vorrebbe imputare la responsabilità degli aumenti all&#8217;aumento esponenziale dei reclami <strong>all&#8217;ISVAP</strong>, allo scandalo della <strong>Lehman</strong> e alla legislazione intrusiva”. <span id="more-9219"></span>Per l&#8217;associazione dei consumatori si tratterebbe quindi di uno “degli ultimi tentativi di smantellare le conquiste e i progressi fatti grazie ai decreti <strong>Bersani</strong> che, inserento nel mercato elementi di competitività e trasparenza, hanno sempre suscitato l&#8217;ostilità da parte dell&#8217;Ania e dei parlamentari lobbisti”. Nel comunicato della Federconsumatori, si fa riferimento anche ad uno degli ultimi provvedimenti che penalizzano gli utenti: “Pur essendo contrario al parere <strong>dell&#8217;Antitrust</strong>, le assicurazioni sono riuscite ad ottenere il ripristino della pluriennalità delle polizze assicurative nel ramo danni, attraverso cui s&#8217;incatena l&#8217;assicurato al contratto sottoscritto, privandolo del diritto di valutare quale sia la polizza più adatta alle sue esigenze”. La soluzione? La Federconsumatori ha la sua formula che prova a spiegare nella lunga denuncia che si legge all&#8217;interno del portale web: “Per avviare l&#8217;inversione di tendenza con la riduzione delle tariffe RC auto, è indispensabile agire in un&#8217;altra direzione, proseguendo sulla strada di una maggiore competitività nel settore, lasciando inascoltate le voci che vorrebbero tornare indietro contribuendo a danneggiare le famiglie”. Insomma, riuscire a restituire al mercato maggiore rivalità tra le assicurazioni, così che gli utenti possano veramente godere di qualche vantaggio in più.</p>
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		<title>Assicurazioni, 2 milioni di automobilisti cambiano classe di merito</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 11:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazione Auto]]></category>
		<category><![CDATA[Assicurazione Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Assicurazione Veicoli Commerciali]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione.it]]></category>
		<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[classe di merito]]></category>

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		<description><![CDATA[Vecchia classe di merito addio. Inizio dell&#8217;anno, tempo di rinnovi delle polizze assicurative. Peccato, però, che gli italiani si ritroveranno brutte sorprese quando si rivolgeranno alla propria agenzia per prolungare il contratto assicurativo. Secondo i dati pubblicati oggi da Assicurazione.it, uno dei comparatori leader in questo settore, quasi due milioni di automobilisti italiani saranno costretti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignright size-medium wp-image-9180" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/01/incidente1-300x199.jpg" alt="incidente1" width="300" height="199" />Vecchia classe di merito addio. Inizio dell&#8217;anno, tempo di rinnovi delle <strong>polizze assicurative</strong>. Peccato, però, che gli italiani si ritroveranno brutte sorprese quando si rivolgeranno alla propria agenzia per prolungare il contratto assicurativo. Secondo i dati pubblicati oggi da <strong>Assicurazione.it</strong>, uno dei comparatori leader in questo settore, quasi <strong>due milioni di automobilisti</strong> italiani saranno costretti a cambiare la classe di merito a causa degli incidenti provocati nell&#8217;ultimo anno. Significa quindi un aumento dei costi della polizza e, sempre secondo le stime pubblicate, la sorpresa peggiore è riservata agli automobilisti toscani che rappresentano il 6,65% di quelli che si ritroveranno in una classe di meriti più alta. Sul secondo gradino del podio per la maglia nera, ci sono i laziali (5,88%) seguiti dai liguri (5,82%). <span id="more-9179"></span>Tra le regioni meno colpite dal fenomeno la <strong>Valle d&#8217;Aosta la Campania e la Calabria</strong>. La provincia con gli automobilisti più indisciplinati è <strong>Pistoia</strong> dove il 10% degli assicurati cambierà classe di merito, mentre a <strong>Siena</strong> c&#8217;è solo un confortante 4% che pagherà qualcosa in più. “Ritrovarsi in una classe di merito più alta significa che il premio annuo aumenta” commenta <strong>Alberto Genovese</strong>, responsabile di Assicurazione.it. Genovese ricorda anche che questo accade solo nel caso in cui “l&#8217;automobilista voglia mantenere la propria assicurazione, perché se confrontasse i prezzi del mercato, potrebbe addirittura scoprire che, nonostante la classe assegnata sia più alta di quella dell&#8217;anno precedente, potrebbe risparmiare scegliendo una nuova compagnia assicurativa”. Secondo Assicurazione.it il risparmio arriverebbe addirittura “a diverse centinaia di euro”. Sempre secondo i dati pubblicati, i più indisciplinati nel 2009 sono stati i <strong>medici</strong>, seguiti dagli <strong>agenti di commercio</strong> e degli <strong>imprenditori</strong>. Ma attenzione, non sempre chi è coinvolto in un incidente si rivolge all&#8217;assicurazione. Stiamo parlando di quasi 1 milione e 500 mila automobilisti che hanno preferito pagare di tasca propria. Peccato però la spesa media di <strong>237 euro</strong> pagata è nettamente inferiore a quella che avrebbero pagato con l&#8217;aumento del premio della polizza legata al cambio di classe di merito.</p>
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		<title>Tuopreventivatore.com: il portale per confrontare i preventivi delle assicurazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 17:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Moreno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazione online]]></category>
		<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Isvap]]></category>
		<category><![CDATA[tuopreventivatore.com]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;era una volta un sito comodo, facile e sicuro per conoscere i preventivi delle assicurazioni. Peccato, però, che quel (apparentemente comodo) strumento del web si riveli piuttosto distante dalla realtà. Il sito in questione si chiama Tuopreventivatore.it. Il portale permette all&#8217;utente che si collega di confrontare diversi preventivi per un&#8217;identica polizza auto che copra la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="aligncenter size-full wp-image-9162" src="http://www.bassitassi.com/wp-content/uploads/2010/01/preventivatore.jpg" alt="preventivatore" width="450" height="208" />C&#8217;era una volta un sito comodo, facile e sicuro per conoscere i preventivi delle assicurazioni. Peccato, però, che quel (apparentemente comodo) strumento del web si riveli piuttosto distante dalla realtà. Il sito in questione si chiama <strong>Tuopreventivatore.it</strong>. Il portale permette all&#8217;utente che si collega di confrontare diversi preventivi per un&#8217;identica polizza auto che copra la <strong>Responsabilità Civile</strong>: ma, rispetto ai preventivi pubblicati online, recandosi presso una qualsiasi filiale delle agenzie assicurative di cui si è ottenuto il preventivo, si ha una brutta sorpresa. I prezzi proposti al pubblico nelle agenzie, possono anche arrivare a costare fino al <strong>60 per cento</strong> in più rispetto a quanto proposto dal sito. <span id="more-9161"></span>Strano, visto che il portale è nato la scorsa estate grazie alla collaborazione dell&#8217;<strong>Isvap </strong>(l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni private) e il ministero dello <strong>Sviluppo Economico</strong>. Noi abbiamo provato ad ottenere un preventivo. Vediamo com&#8217;è andata. Innanzitutto, a differenza degli altri siti d&#8217;assicurazione, è necessario che l&#8217;utente si registri per ottenere anche solo un preventivo (che ricordiamo è assolutamente gratuito nonostante l&#8217;inserimento della mail personale). Se le compagnie online richiedono all&#8217;utente solo poche passaggi per ottenere il proprio preventivo, il portale Tuopreventivatore.it costringe a rispondere a tante domande, anche se la procedura si compila in pochissimi minuti. Tuttavia le informazioni non si ottengono in modo immediato, ma si deve attendere la risposta delle varie compagnie assicurative che inviano (in formato <strong>pdf</strong>) il preventivo. Ma la possibilità di personalizzare il massimale del RC? Attraverso il sito non è possibile e quindi ci si chiede che cosa venga inviato: gli altri portali di assicurazioni online permettono la personalizzazione totale della polizza (e non solo della responsabilità civile). Al termine della procedura il sito fornisce una lunga striscia di caratteri alfanumerici che corrisponde al numero della pratica aperta: da segnare per poter modificare i dati ottenendo così un ulteriore preventivo. E la risposta? Quasi immediata. Il risultato? Ad esempio per una Fiat Punto Evo 1.3 Multijet 75 kw (versione Dynamic con S&amp;S), il sito propone con la Genialloyd una RC da 576 euro, ma facendo un preventivo direttamente sul sito della compagnia, si ottengono 560 euro con 20 milioni di euro di massimale. Strano, no?</p>
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