Dopo il bancario crisi anche per il settore assicurativo

di Laura Commenta

Dall’economia bancaria a quella reale, fino alle assicurazioni. Gli istituti assicurativi continuano a perdere valore di borsa. Negli Stati Uniti, Aig, colosso del comparto, non nasconde che la situazione inizia a diventare preoccupante. Le grandi compagnie internazionali, dapprima negli Stati Uniti e ormai anche in Europa, hanno preoccupazioni riguardo i patrimoni di vigilanza, ovvero quelli necessari a garantire l’adempimento degli impegni.

Allianz, che giovedì ha fornito i conti d’esercizio, attesta una perdita di 2,44 miliardi di euro. Il 19 febbraio il gruppo francese Axa, ha comunicato una perdita del secondo semestre di 1,24 miliardi e un taglio del 67% al dividendo. Generali é l’ultima compagnia a fornire i propri dati: il 20 marzo si conoscerà la solvency (stimata in calo attorno al 115%). Dopo le banche, si inizia quindi a parlare di ricapitalizzazioni e nazionalizzazioni anche per i grandi assicuratori. Da Londra, dalla parti di Southwark, arriva notizia che il sistema bancario è ormai al collasso e che la prossima bolla ad esplodere sarà quella delle assicurazioni.

Per sostenere le compagnie assicurative – afferma il presidente dell’Isvap, Giancarlo Giannini, in un’intervista a la “Repubblica” – al momento non vedo la necessità di un intervento statale di carattere finanziario. Le imprese italiane stanno complessivamente meglio delle altre assicurazioni europee. Grazie, devo dire, a un impianto regolamentare più severo: dal 2006 a oggi, da quando è stato emanato il nuovo Codice delle assicurazioni, l’Isvap ha prodotto ben 28 regolamenti. Inoltre siamo intervenuti fin dal 2003 per vietare che prodotti tossici potessero entrare nelle polizze index linked, evitando un danno per gli assicurati pari a 8 miliardi. Certo, se la crisi dell’economia reale continua, non si può pensare che il settore assicurativo resti dentro un’ampolla magica che lo protegga da qualsiasi evento infausto. Fino a questo momento, comunque, sta beneficiando della sua intrinseca solidità.

Il settore industriale ed anche quello finanziario è ormai nel pieno della recessione. Anche il settore assicurativo subirà la crisi o tra qualche trimestre potrebbero arrivare i primi segnali positivi?