Record per l’Euribor a tre mesi: scende all’1,81%
La crisi che ha colpito l’economia globale ha innescato forti oscillazioni dei tassi a cui sono ancorati i mutui. Il tasso Euribor è un parametro costruito dallo stesso sistema bancario per prestarsi denaro. La durata del finanziamento influisce sul costo del denaro e fa distinguere i diversi tassi Euribor a uno, tre e sei mesi. Per l’indicizzazione dei mutui a tasso variabile il più usato è quello trimestrale. L’Euribor negli ultimi mesi ha sofferto di una situazione eccezionale causata dalla crisi finanziaria. Continua infatti la corsa al ribasso proprio dell’Euribor a tre mesi.
La quotazione Euribor viene aggiornata quotidianamente in base alla media ponderata dei tassi di interesse ai quali le Banche operanti nell’Unione Europea cedono i depositi in prestito. Per l’Italia contribuiscono alla composizione dell’Euribor le banche Intesa San Paolo, Unicredit e Monte dei Paschi di Siena. Quotidianamente l’agenzia di stampa Reuters ne comunica il valore.
In base alle ultime comunicazione, il tasso che le banche applicano fra loro per i prestiti trimestrali e’ sceso all’1,81%. Oggi ha dunque toccato il minimo scendendo da 1,83% a 1,81%. Scende anche l’Euribor a una settimana (da 1,33% a 1,32%). L’Euribor a tre mesi ha quindi segnato l’ennesimo nuovo minimo storico dall’introduzione della moneta unica europea.
Inoltre il probabile taglio dei tassi a marzo 2009, non sono poche le possibilità che l’Euribor continui a diminuire. Contemporaneamente sono scesi anche gli Irs, gli indici di riferimento per i mutui a tasso fisso ma sicuramente meno degli indici a tasso variabile. L’indice a 20 anni, ad esempio, è passato dal 5 al 3,87 per cento.
Quindi oggi il tasso fisso costa circa 2 punti percentuali in più del variabile, tenendo presente che quest’ultimo potrebbe ancora scendere negli ultimi mesi. Sicuramente è un buon periodo per chi ha stipulato mutui con tasso variabile, ma questo avverrà anche in futuro dopo che, si spera, la crisi economica sarà alle spalle?




1 Commento

Caro Amico, chi se ne è accorto sono le banche, che non diminuiscono i tassi d’interesse per guadagnare di più. Ciò mi fa nascere il fortissimo sospetto che le perdite che hanno subito siano MOLTO ma molto superiori di quelle che dichiarano.
Ciao
Prudentissimo