Prestiti alle famiglie, ottima crescita ad aprile

di Sofia Martini Commenta

Fiducia e ripresa dei consumi influenzano positivamente queste tipologie di finanziamenti.

Le richieste di prestiti alle famiglie hanno fatto registrare un’ottima crescita ad aprile 2016. La tipologia personali + finalizzati si è attestata su un convincente +13,0% in confronto allo stesso mese dell’anno 2015.

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Questo è senza dubbio il dato più alto dal 2011 ad oggi, a conferma di un lungo trend positivo, dovuto soprattutto all’aumentata fiducia delle famiglie italiane e alla progressiva ripresa dei consumi, che continua ormai quasi ininterrottamente da ottobre del 2014. Lo rileva un’indagine CRIF:

Alla consueta vivacità dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (tra cui auto, moto ed elettronica, ma anche prestiti vacanze e per spese mediche), in salita del 18,4% rispetto al medesimo periodo del 2015, si è finalmente aggiunta con forza anche la domanda di prestiti personali, ultimamente caratterizzata da una fastidiosa prudenza, che il mese scorso ha ottenuto il miglior risultato dell’ultimo quadriennio con una crescita pari a 7,4%.

Crescono anche gli importi delle domande di prestito: in relazione al dato cumulato dei primi quattro mesi del 2016, l’importo medio dei prestiti personali e finalizzati richiesti si è infatti attestato a 8.577 euro (12.553 i primi e 5.513 i secondi), in crescita del 5,5% rispetto a dodici mesi fa, seppur ancora lontano (-10,7%) dall’importo medio raggiunto nel 2008 quando la crisi non aveva ancora fatto sentire i suoi effetti.

In conclusione, prendendo in esame la durata dei finanziamenti, nei primi 4 mesi di quest’anno il 48,8% dei prestiti richiesti ha previsto piani di rimborso superiori ai quarantotto mesi, evidentemente nel tentativo di ridurre quanto più possibile il peso della rata mensile sul reddito disponibile. Analizzando invece la distribuzione dei prestiti per età dei richiedenti, sono state le classi centrali (45-54 anni e 35-44 anni), ad aver presentato il maggior numero di richieste, rispettivamente con il 25,4% e il 24,3% del totale.