Poste Italiane, conti correnti nel caos. Tutta colpa di una virgola…

di Moreno Commenta

maestraQuando eravamo ragazzini, forse abbiamo maledetto la nostra maestra di italiano per averci corretto qualche virgola nei temi. “No, qui non ci va: la virgola separa due frasi, introduce una subordinata, serve per prendere fiato” e tante altre storie che noi, alunni svogliati, ci siamo dimenticati il giorno dopo. “E’ una virgola, che differenza c’è?”. Andatelo a spiegare ai correntisti BancoPosta, che si sono trovati il conto (per fortuna solo apparentemente…) saccheggiato in seguito ad un errore sulle transazioni dovuto ad un’inefficienza del cervellone contabile. È saltata una virgola, come nei nostri elaborati puerili, ma la differenza c’è stata eccome…

È successo che qualcuno, andando a controllare il proprio saldo contabile (operazione che si può effettuare da casa, da un qualsiasi ATM postale oppure presso l’ufficio dove si ha aperto il conto), si sia scoperto sensibilmente più povero. Stranamente più povero, perché “Io quelle transazioni quando mai le ho fatte?”. Vero, perché l’istituto ha confermato che, a causa di un problema tecnico, alcune transazioni effettuate negli ultimi giorni “Potrebbero aver generato un addebito superiore a quello effettivo”. Ma da mercoledì sera, ha assicurato Poste italiane, i saldi di tutti i conti correnti che hanno riportato inconvenienti contabili saranno corretti.

Protestano le associazioni dei consumatori: “Molti risparmiatori si sono visti bloccare il prelievo bancomat perché il loro conto risultava essere in rosso, anche di 5mila €uro”, ha strillato Carlo Pileri, presidente dell’associazione dei consumatori Adoc. Per contro, i “postini” giovedì mattina hanno dichiarato concluso lo stato di emergenza “Dovuto all’aggiornamento della piattaforma tecnologica delle carte Postamat (è in corso un’operazione di sostituzione con carte più sicure, dotate di microchip, ndr). Nei prossimi giorni, l’azienda invierà ai clienti una lettera in cui sarà confermato il ripristino del saldo contabile corretto”. Ma l’ombra degli hacker che oscurarono il sito qualche settimana addietro si allunga minacciosa…