PMI: le banche respingono 20% delle richieste

di Laura Commenta

prestitoLe PMI (piccole medie imprese) hanno un ruolo centrale nello sviluppo economico di un Paese e rappresentano conseguentemente il nodo centrale dello sviluppo economico dell’Unione Europea; per questo motivo l’Unione Europea fornisce diversi tipi di aiuto e sostegno finanziario. Spesso l’UE aiuta le PMI sotto forma di finanziamenti indiretti ovvero attraverso intermediari finanziari con l’obiettivo di aumentare il volume dei crediti a disposizione delle aziende e incoraggiare le banche a sviluppare la loro capacità di credito nei confronti delle PMI.

L’Ue europea ovviamente monitora costantemente la situazione e le relazioni tra banche e imprese. Dagli utlimi dati della Commissione europea e della Banca centrale europea emerge che le condizioni di credito applicate dalle banche sono ancora restrittive, la domanda netta di prestiti da parte delle imprese è calata e quasi il 20% delle richieste di prestiti avanzate dalle Pmi è respinto dalle banche. Il SME Finance Forum 2010 (Forum dei i finanziamenti per le Pmi) che si tiene a Bruxelles ha quindi posto a centrale importanza la ricerca di nuove strategie per migliorare l’accesso delle Pmi ai finanziamenti.

Una delle mie massime priorità – ha affermato Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea – consiste nell’incoraggiare nuove strategie per migliorare l’accesso ai finanziamenti al fine di aiutare le piccole e medie imprese a uscire dalla recessione e a realizzare una crescita intelligente. Non dobbiamo dimenticare che le Pmi sono la spina dorsale dell’occupazione in Europa. In tempi difficili abbiamo più che mai bisogno di loro per far girare l’economia europea.

Sono ben consapevole di quanto sia difficile per le Pmi accedere ai finanziamenti di cui hanno bisogno per svilupparsi – ha concluso Michel Barnier, commissario responsabile per il Mercato interno e i servizi -. Si devono riposizionare le Pmi al centro del mercato interno. Uno dei miglioramenti che si potrebbero contemplare consisterebbe nell’assicurare che i requisiti per la quotazione siano proporzionati alle dimensioni degli emittenti senza per questo pregiudicare la tutela degli investitori.