Perché le assicurazioni moto sono aumentate?

di Sofia Martini Commenta

Dalla recente ricerca condotta dall'Università Luiss è venuto fuori che soltanto negli ultimi due anni il sistema del risarcimento diretto ha implicato 56 milioni di euro di costi in più, che dalle compagnie di assicurazione si sono automaticamente riversati sui clienti finali.

Le tariffe dell’assicurazione moto sono cresciute. Perché? La ‘colpa’ è da attribuire al risarcimento diretto, stando a quanto rivelato da uno studio commissionato da confindustria Ancma con lo scopo di verificare gli eventuali effetti distorsivi dell’indennizzo diretto sulle polizze dei veicoli a due ruote.

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Dalla recente ricerca condotta dall’Università Luiss è venuto fuori che soltanto negli ultimi due anni il sistema del risarcimento diretto ha implicato 56 milioni di euro di costi in più, che dalle compagnie di assicurazione si sono automaticamente riversati sui clienti finali. Dal 2007, infatti, la normativa prevede che il conducente coinvolto in un incidente non venga più risarcito dalla compagnia del responsabile ma dalla propria, e quest’ultima riceva poi un rimborso dall’assicurazione del conducente che ha provocato il sinistro. Il problema è che l’assicurazione del responsabile non versa alla compagnia del danneggiato l’esatto importo che costui ha ricevuto dalla propria assicurazione, bensì un rimborso ‘forfaittario’ il cui importo viene definito anno dopo anno.

Tale meccanismo, sempre in base allo studio commissionato da Confindustria Ancma, malgrado abbia prodotto effetti positivi sulle tariffe e sui tempi del risarcimento, ha al tempo stesso comportato evidenti effetti distorsivi che si verificano nel momento in cui l’incidente coinvolge veicoli appartenenti a categorie differenti. E poiché nella maggior parte dei casi gli incidenti motociclistici coinvolgono veicoli appartenenti ad altra categoria, quasi sempre autovetture, il comparto delle due ruote appare penalizzato con conseguente aumento delle tariffe assicurative. La conclusione è che il risarcimento diretto è un sistema iniquo perché riversa sui motociclisti i costi generati dagli assicurati di altre categorie: ne consegue, quindi, che il solo modo per annullare alla radice l’effetto distorsivo sia quello di eliminare o riformare il meccanismo dei forfait, oppure eliminare l’intero sistema del risarcimento diretto.

Per questo motivo il presidente di confindustria Ancma, Corrado Capelli, ha chiesto al Governo un provvedimento urgente e tempestivo che consenta di eliminare questo sistema definito ingiusto: “La ripresa del settore motociclistico è ancora fragile ed è necessario sostenerla attraverso iniziative che tutelino gli utilizzatori e incoraggino i potenziali acquirenti”.