Microcredito Abruzzo: Abi annuncia adesione al progetto

di Fil 1

L’ABI, Associazione Bancaria Italiana, ha annunciato in data odierna, giovedì 22 luglio 2010, d’essere scesa ufficialmente in campo a sostegno della popolazione abruzzese colpita tal terremoto attraverso l’adesione al progetto “Microcredito Abruzzo” che, grazie ad un Fondo di garanzia pari a ben 4,5 milioni di euro, permetterà di erogare credito agevolato per un controvalore complessivo pari all’incirca a 53 milioni di euro. L’iniziativa, nello specifico, rientra nell’ambito delle iniziative a favore ed a sostegno della clientela retail abruzzese a seguito di un progetto che l’Associazione Bancaria Italiana ha studiato insieme al Consorzio Etimos, alla Caritas ed alla Federazione delle Banche di Credito Cooperativo della Regione Abruzzo e della Regione Molise.

L’erogazione del microcredito è comunque a favore non solo delle persone e delle famiglie che, residenti sul territorio abruzzese, sono state colpite direttamente o indirettamente dal terremoto, ma anche dei liberi professionisti, piccole imprese e micro imprese nonché le cooperative, imprese sociali ed altri soggetti operanti sul territorio del cratere sismico.

Nel dettaglio, il Fondo di garanzia ha una dote pari a ben 4,53 milioni di euro che sono stati raccolti dal Dipartimento della Protezione Civile con le donazioni; i fondi sono stati affidati al Consorzio Etimos a garanzia dei finanziamenti che saranno erogati dal sistema bancario, mentre sarà la Caritas Diocesana che si occuperà in prima istanza dell’accoglimento delle richieste di credito a seguito di una prima fase di valutazione dei requisiti.

Secondo quanto dichiarato da Antonio Di Matteo, il Presidente della Commissione Regionale dell’ABI Abruzzo, in accordo con quanto riporta l’Associazione Bancaria Italiana in una nota, il progetto sarà tale che l’Abi assicurerà la massima diffusione dell’iniziativa presso il sistema bancario affinché con il sostegno all’accesso al credito, a favore della popolazione abruzzese colpita dal terremoto e dalla crisi, si possano innescare quei meccanismi virtuosi tali da garantire lo sviluppo e la ripresa dell’economia locale.

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