Le soluzioni di prestito a cattivi pagatori

di Sofia Martini Commenta

Una boccata di ossigeno per tanti soggetti che trovandosi in difficoltà economica, magari soltanto momentanea, sono tacciati di mancato pagamento di assegni, sia bancari che postali, cambiali accettate e vaglia cambiari.

Concedere prestiti a protestati e a cattivi pagatori, anche senza cessione del quinto o in assenza di busta paga? Si può e si deve.

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Si tratta anzi di un toccasana fondamentale per tanti soggetti che trovandosi in difficoltà economica, magari soltanto momentanea, sono tacciati di mancato pagamento di assegni, sia bancari che postali, cambiali accettate e vaglia cambiari, finendo per cinque lunghi anni nel Registro informatico dei protesti e vedendosi, di conseguenza, vietare l’accesso ad altri eventuali finanziamenti per far fronte alle spese più urgenti.

I protestati che desiderano chiedere un prestito senza prendere in considerazione la cessione del quinto dello stipendio, possono per esempio dare in garanzia il proprio TFR. Tale misura è ovviamente percorribile dai soli lavoratori dipendenti e dai pensionati, mentre non è praticabile dai lavoratori autonomi che non dispongono del Trattamento di Fine Rapporto.

Il protestato che lavora da dipendente può inoltre sfruttare il cosiddetto prestito delega, mediante il quale può chiedere al proprio datore di lavoro di rimborsare il prestito richiesto attraverso la cessione di una percentuale del suo stipendio netto, fino a un massimo del50%.

Un’altra misura che permette di concedere prestiti a cattivi pagatori e protestati è la fidejussione: si tratta di una garanzia personale, nel senso che un terzo garantisce per il rimborso delle rate del finanziamento permesso al debitore principale. Se quest’ultimo non adempie, il soggetto creditore può rifarsi sul terzo fideiussore che è obbligato a pagare le rate richieste, salvo poi rifarsi a sua volta sul debitore principale.
Ulteriori soluzioni sono il prestito cambializzato, che va restituito, sia nel breve che nel lungo periodo, con la sottoscrizioni di cambiali (massimo 120) dai tassi d’interessi fissi e dagli importi costanti, e i prestiti tra privati.