Le richieste di mutuo sono in calo

di Sofia Martini Commenta

Intanto, la corsa al ribasso dei tassi di interesse è inarrestabile.

La corsa al ribasso dei tassi d’interesse applicati ai mutui è assolutamente inarrestabile. Lo rivelano gli ultimi dati diffusi dall’Abi (Associazione bancaria italiana), durante il mese di giugno 2016.

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Il tasso medio sulle nuove erogazioni è passato al 2,21% dal 2,25% del mese di maggio 2016 e dal 5,72% registrato alla fine del 2007. Il tasso fisso sulle nuove operazioni di acquisto casa continua inoltre a raccogliere le preferenze dei più, al punto tale da rappresentare attualmente circa i due terzi del totale.

E a proposito di tasso fisso, va anche sottolineato come l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa stia consolidando la suddetta tendenza. Questo perché l’Eurirs (l’indice che determina il fisso) a 20 e 30 anni, dopo l’esito del referendum, è sceso per entrambe le durate allo 0,75%, cioè un valore ancora più basso di quello antecedente la consultazione, preso come riferimento dall’Abi.

A confermare che le condizioni per l’acquisto di un’abitazione sono in questo momento ottimali, c’è anche l’ultima rilevazione da parte della Bussola mutui Crif, la quale riguarda il secondo trimestre 2016, che, oltre al decremento dei tassi d’interesse applicati sia al fisso sia al variabile, mette in luce quella che è la diminuzione dei prezzi degli immobili e le politiche commerciali delle principali banche che, nel periodo, hanno continuato a proporre offerte competitive destinate ai privati che intendono stipulare un mutuo per l’acquisto della casa.

Stando al Crif, i migliori spread, si sono aggirati intorno all’1,15% per i mutui a tasso variabile e all’1%per quelli a tasso fisso se si considera un mutuo ventennale di 120mila euro su un valore dell’immobile pari a 200mila. Tuttavia, nonostante le condizioni vantaggiose, la Bussola Crif ha rilevato nel secondo trimestre 2016 una diminuzione delle nuove richieste di mutuo e delle surroghe che, dal +9% di aprile e dal +3% di maggio, sono passate al -5% di giugno con un ritorno in terreno negativo dopo 35 mesi di crescita continua.